Pasticcio Tasi: slitta a settembre nei comuni in ritardo
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fonte:
- AGI
(AGI) – Roma, 20 mag. – “Dopo aver incontrato l’Anci,per venire incontro da un lato alle esigenze determinate dal rinnovo dei consigli comunali, e dall’altro all’esigenza di garantire ai contribuenti certezza sugli adempimenti fiscali, il Governo ha deciso che nei Comuni che entro il 23 maggio non avranno deliberato le aliquote la scadenza per il pagamento della prima rata della Tasi e’ prorogata da giugno a settembre. Per tutti gli altri Comuni la scadenza per il pagamento della prima rata della Tasi resta il 16 giugno”. E’ quanto si legge in una nota del ministero dell’Economia.
TASI: CODACONS, ANCORA TROPPA INCERTEZZA, STATO DIA RISPOSTE
“Sulla Tasi regna ancora troppa incertezza e la circostanza secondo cui solo pochi Comuni hanno deliberato l’aliquota, potrebbe creare evidenti disparita’ di trattamento tra contribuenti, con date di pagamento differenziate a seconda dei Comuni di residenza”. Lo afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “A pochi giorni dalla scadenza della prima rata, lo Stato dovrebbe dare risposte certe ai cittadini chiamati al pagamento della Tasi – prosegue Rienzi – il caos che si sta determinando e’ intollerabile e, oltretutto, potrebbe spingere gli utenti a non pagare le tasse con danni pesantissimi per il Fisco”.
TASI: UIL “RISCHIO CAOS, IN MOLTE CITTA’ COSTERA’ PIU’ DI IMU”
“Un ginepraio di aliquote e detrazioni diverse”. E’ il quadro che emerge dal rapporto della Uil sulla Tasi, secondo cui “alla fine si avranno sicuramente 8.092 applicazioni diverse” e “si rischia di avere oltre 75 mila combinazioni differenti di applicazione dell’imposta”. Non solo sono appena 832 i municipi che hanno deliberato le aliquote (di cui pero’ soltanto 514 hanno reso nota la propria delibera) ma bisogna calcolare – fa notare la Uil – che oltre alle aliquote differenziate tra prime case e altri immobili, c’e’ la variante delle detrazioni. Ma il vero allarme del sindacato e’ che su 32 citta’ capoluogo che hanno deliberato la Tasi, nel 37,5% di queste (12 Citta’) e’ piu’ alta dell’Imu pagata nel 2012. Tra il totale delle citta’ oggetto del campione, la media della Tasi e’ di 240 euro a famiglia, a fronte dei 267 euro pagati nel 2012 con l’Imu.
Bologna – indica lo studio – ci sono 23 detrazioni diverse in base alla rendita catastale dell’immobile, decrescenti con il crescere della rendita: si parte da 175 euro per gli immobili con rendita catastale fino a 327 euro fino ad arrivare a 5 euro per una casa con rendita catastale di 1.637 euro. “Se il buongiorno si vede dal mattino – commenta Guglielmo Loy, segretario confederale Uil – la nuova imposta portera’ delle amare sorprese per gli italiani”: “tra Tasi, Tari e Addizionali Comunali si rischia di neutralizzare il ‘bonus Irpef’, o peggio come nel caso dei pensionati, esclusi dal bonus fiscale, il rischio e’ di peggiorare ulteriormente la situazione economica, aumentando il carico fiscale complessivo”.
La Tasi risulta piu’ alta dell’Imu a Bergamo (+ 21 euro); Ferrara (+ 60 euro); Genova (+ 67 euro); La Spezia (+ 47 euro); Mantova (+ 89 euro); Milano (+ 64 euro); Palermo (+ 2 euro); Pistoia (+ 75 euro); Sassari (piu’ 40 euro); Savona (+ 28 euro); Siracusa (+ 16 euro).
TASI: M5S, DILETTANTI ALLO SBARAGLIO GIOCANO SU PELLE CITTADINI
“Classe politica e governo sono popolati di dilettanti allo sbaraglio, incapaci di programmare, persino di guardare oltre il proprio naso. Quella della tassazione sulla casa e’ ormai una telenovela indecente che dura da almeno un anno e toglie certezze agli italiani, finendo per offendere la dignita’ dei contribuenti, a cominciare dagli inquilini che non sanno quanta parte della nuova Tasi tocca loro sborsare”. Lo denunciano i deputati M5S in merito alla querelle governo-sindaci sulla nuova tassa sui servizi indivisibili.
“La stangata sulle abitazioni principali – aggiungono – e’ dietro l’angolo e sara’ spesso peggiore di quella che fu con l’Imu.
Molti primi cittadini, in larga parte appartenenti al Pd guidato dall’uomo dei bluff, stanno tergiversando, in attesa del voto, per non svelare ai loro amministrati il destino che li attende. Le aliquote andrebbero fissate per legge entro venerdi’, ma oltre sette comuni su otto si guardano bene dal farlo e cosi’ la campagna elettorale si consuma in molte citta’ sulla pelle degli italiani”. “Il tragico balletto su proroga si’, proroga no, proroga forse, per tutti o per qualcuno nasconde persino il rischio di una mazzata concentrata su dicembre. Prendiamo atto – chiude il M5S Camera – che lo Statuto del contribuente e’ ormai carta straccia per questo governo e per partiti che lo appoggiano”.
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