La crisi continua a spaventare i consumi: in tre mesi calo del 3,7%
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fonte:
- Il Mattino
Cinzia Peluso Aspettando il bonus da 80 euro, i consumi vanno ancora a passo da gambero. Indietro del 3,7% nel primo trimestre. Fanno leggermente meglio solo i servizi. Calo ridotto al 2,6%. Perdite più limitate, soprattutto grazie alla tenuta del Sud. Complessivamente, le imprese del terziario fanno però fatica a risollevarsi. Dopo l’ Istat, che ha misurato il calo a sorpresa del Pil, e il dato negativo dell’ export, è ora l’ Unioncamere ad annunciare ancora cattivo tempo per l’ economia tricolore. L’ unica novità è che stavolta non è il Mezzogiorno a lamentare il danno maggiore, ma il Centro. È qui, infatti, che tra gennaio e marzo, c’ è stato il flop maggiore dei consumi. Meno 5% contro una sofferenza del 4,2% al Sud. Nordovest e Nordest, invece, hanno contenuto la flessione. Al -2,8% la prima area. Al -2,5% la zona orientale. Un quadro ancora senza luce, peggiorato dai calcoli dei consumatori. Il potere d’ acquisto delle famiglie ha ceduto il 13,4% dal 2008 ad oggi, denuncia la Federconsumatori. E il Codacons è profondamente scettico anche sugli sgravi Irpef. «Il bonus da 80 euro non potrà avere alcun effetto miracoloso sui consumi. Serve uno zero in più, ossia un bonus da almeno 800 euro per la ripresa», avverte il presidente Carlo Rienzi. Secondo i consumatori, quindi, i dati delle imprese sono peggiori di quanto ci si poteva aspettare. Secondo Rienzi, dimostrano che «era stata cantata vittoria troppo presto». Dall’ Adusbef si fa sentire il presidente Elio Lannutti: «Tutti gli indicatori economici sono negativi, dal Pil, ai consumi, all’ occupazione, e smentiscono l’ ottimismo ottuso e smisurato del governo». Per lannutti bisogna invece «tagliare le unghie alle rendite speculative». Del resto, tornando ai dati Unioncamere, nemmeno le imprese leggono nel futuro novità positive. Per i due terzi delle aziende del commercio e i tre quarti dei servizi sarà «calma piatta» anche nel secondo trimestre. D’ altra parte, l’ indagine del Centro studi delle Camere di Commercio è chiara. Nei primi tre mesi del 2014, pur con un lieve cenno di risalita rispetto ai due trimestri precedenti, resta ampiamente sotto l’ asticella dello zero la dinamica delle vendite commerciali. La perdita di fatturato continua a essere notevole tra le imprese con meno di 20 dipendenti (meno 4,5%), ma è comunque consistente anche tra quelle di dimensioni maggiori, compresa la grande distribuzione organizzata, che accusa un meno 1,6%. L’ unica sorpresa positiva riguarda i servizi. Qui si registra un po’ più di ottimismo tra gli imprenditori. Ed è giustificato anche dai dati. Risale, infatti, pur restando con il segno meno il volume d’ affari. Tra i settori, quello più colpito è il commercio al dettaglio non alimentare (-4,2%), seguito dal Food (-3,4%). Ipermercati, supermercati e grandi magazzini fermano invece ancora una volta la caduta (-1,6%). Unioncamere sintetizza così le impressioni delle imprese intervistate: «Il desiderio di voltare pagina con la crisi induce il 24% delle imprese commerciali ad attendere un miglioramento del proprio fatturato tra aprile e giugno prossimo, mentre il 10% prevede una riduzione ulteriore delle vendite. La componente più cospicua, tuttavia, resta quella degli imprenditori che non si aspettano modifiche del quadro attuale (sono il 66%). Le maggiori attese di recupero interessano iper e supermercati e le imprese di maggiori dimensioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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