«Caro anfiteatro…»
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fonte:
- Leggo
«Caro anfiteatro…»
Caro Colosseo,
noi vogliamo salvar-
ti davvero. E siamo
felici che i privati abbiano
deciso di metterci il soldo
per curarti. Proprio perché
sappiamo quanto vali, e
quanto sei importante per
tutto il mondo, siamo stati
costretti a intervenire per-
ché la terapia fosse la mi-
gliore e nessuno potesse ap-
profittare di te.
Certo che per curare tua
cugina, la Torre Eiffel, sicu-
ramente i francesi avrebbe-
ro messo almeno 10 volte
di più di quei 25 milioni di
euro spesi per te, e i cittadi-
ni d’oltralpe non avrebbero
mai e poi mai consentito
che alla loro Torre venisse-
ro messe delle scarpe griffa-
te ai piedi. Qualche malevo-
lo crede che preoccuparsi
della tua cura, equivalga
ad avere chissà quale inte-
resse torbido e oscuro dietro
e a volere la tua morte, e
non capisce che a noi piaci
bello, forte, curato, sano, e
senza scarpe di marca. Un
Colosseo a piedi scalzi, co-
me sei sempre stato finora.
CarloRienzi
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