6 Maggio 2014

Dopo tre anni, segnali di risveglio dei consumi

Dopo tre anni, segnali di risveglio dei consumi

Dopo tanti anni di crisi e di tagli progressivi alle spese superflue, la ripresa dei consumi ha ormai assunto una dimensione mitica. Quella di un obiettivo ambito quanto difficile da raggiungere, simbolo di una ripresa effettiva, di un ritorno alla crescita i cui effetti si fanno sentire non solo sulle analisi macroeconomiche ma anche sulle famiglie. Per questo sono importanti le ultime rilevazioni dell’ Istat, secondo cui finalmente i consumi nel nostro Paese torneranno a salire. E non solo per un breve lasso di tempo, come è sempre successo dal 2008 ad oggi tutte le volte in cui si è interrottala tendenza al ribasso, ma stabilmente per i prossimi tre anni. La spesa degli italiani, infatti, segnerà un incremento dello 0,2% nel 2014, per poi aumentare ulteriormente dello 0,5% nel 2015 e dell’ 1% nel 2016. È la stima effettuata dall’ istituto di statistica, secondo cui negli ultimi mesi «il clima di fiducia risulta in recupero, supportato dal miglioramento dei giudizi sulla situazione economica del paese e, per la prima volta da oltre un triennio, dalle valutazioni sulle condizioni economiche della famiglia e sulle prospettive del mercato del lavoro». E il merito di questo incremento, anche se in misura «minima», è da attribuire anche alla decisione del governo di mettere in busta paga i famosi 80 euro. Ancora più ottimistiche sono le previsioni delle associazioni dei consumatori, di solito sollecite nel frenare facili entusiasmi di ritorno alla crescita economica. Secondo Federconsumatori e Adusbef, infatti, il bonus di 80 euro in busta paga potrebbe determinare una ripresa dei consumi tra lo 0,5% e lo 0,6%. Più scettico, invece, il Codacons secondo cui lo sgravio Irpef avrà un effetto molto limitato sulle vendite al dettaglio, dato che «non riguarda le famiglie più povere di incapienti, disoccupati e pensionati, che hanno una maggiore propensione marginale al consumo e, attualmente, è una tantum». L’ impatto diventerà apprezzabile «solo quan do ci sarà la garanzia che il bonus diventerà permanente, allora le famiglie potranno fare affidamento su quei soldi e decidere di spenderli. Altrimenti, salvo non si riesca ad arrivare a fine mese, saranno destinati al risparmio». Per il momento, però, resta da registrare con un sospiro di sollievo la debole inversione di tendenza. È quanto fa la Coldiretti, che dal 2008 ha contato un crollo del 7% dei consumi finali per una perdita di 57,8 miliardi di euro, ed ora prevede che a beneficiare della ripresa sarà «soprattutto il cibo, che rappresenta la seconda voce di spesa nei bilanci familiari dopo l’ abitazione».Sugli stessi toni la Confederazione italiana agricoltori, che pure ricorda come il crollo della domanda abbia assunto «caratteristiche strutturali» e dunque richieda «misure organiche di sostegno alle famiglie» per essere combattuto in modo efficace. Che si tratti di una sfida possibile sembrano indicarlo anche i dati del ministero dell’ Economia, secondo cui nei primi tre mesi di quest’ anno l’ andamento del gettito Iva è cresciuto del 4,4% su base annua e quello delle entrate tributarie dell’ 1,8%.

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