Istat, una ripresina dei consumi: +0,2%
-
fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
C A R R E L LO S E M I V U OTO Secondo l’ Istat le famiglie italiane hanno ripreso un po’ a comprare Questo ha un effetto positivo sul livello dei consumi, ma la ripresa appare ancora lontana • ROMA. Le famiglie italiane sembrano avere ritrovato la fiducia per allentare i cordoni della borsa, tenuti ben stretti durante tutta la crisi. La risalita dei consumi resta però timida, con l’ Istat che prevede un aumento di appena lo 0,2% nel 2014. La ricomparsa del segno più ha tuttavia un valore simbolico, ponendo fine a una sfilza di ribassi lunga tre anni. Le stime primaverili dell’ Istat sulle prospettive del Paese pur registrando un’ inversione di rotta restano quindi caute, con l’ Istituto che avverte come il bonus di 80 euro in busta paga abbia sì un «effetto positivo», ma ancora «minimo». D’ altra parte c’ è tanta strada da fare per recuperare quanto perso sotto i colpi della recessione. Una mano arriva dalla bassa inflazione che, combinata a un aumento del reddito, ridà fiato al potere d’ acquisto, pronto a superare la soglia dello zero dopo una fase depressiva durata sei anni. Piedi puntati sulla situazione attuale, stando ai contenuti del Def, e sguardo alzato sul futuro, l’ Istat prevede un aumento della spesa dello 0,2% per quest’ anno, dello 0,5% per il prossimo e dell’ 1% per il 2016. Tutte cifre che hanno la loro ripercussione sull’ andamento dell’ economia generale. Ma, sottolineano a via Cesare Balbo, la spinta non è tanto originata della ripresina sul fronte consumi, quanto del ritorno agli investimenti da parte delle imprese. Tanto che l’ Istituto parla di utilizzo degli impianti vicino ai livelli pre-crisi. Sempre in mattinata sono state diffuse le stime della Commissione europea, che in linea con l’ Istat, scrive: «Le famiglie aumenteranno i consumi e consolideranno i risparmi anche grazie al taglio del cuneo fiscale». Sul punto il responsabile ad interim degli Affari economici, Siim Kallas, precisa come gli 80 euro avranno un «effetto neutrale» nel breve periodo, ma l’ impatto diventerebbe «positivo» nel lungo termine «se sarà finanziato» migliorando «l’ efficienza della spesa». Da Bruxelles il ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, chiarisce come le misure richiedano tempo, ma, sottolinea, «la direzione è giusta». Solo domenica il titolare di via venti Settembre, parlando di un bonus permanente, aveva specificato che le coperture sarebbero giunte proprio dalla spending review, cioè dalla revisione della spesa pubblica. Ma c’ è chi è più ottimista sui riflessi del provvedimento, come Federconsumatori e Adusbef. E giusto sabato scorso il Censis aveva calcolato un aumento della spesa di 3,1 miliardi, a fronte di un introito stabile nel tempo. Per il Codacons non c’ è da entusiasmarsi per un +0,2% nei consumi, visto che coincide con la precedente stima dell’ Istat, ma a ben vedere è una delle poche variabili rimaste inalterate, mentre quasi tutto resto è stato rivisto in peggioramento. I dati dell’ Istat innestano la polemica politica. Daniele Capezzone (Forza Italia) afferma che il «il presidente del Consiglio Renzi iscriverà anche l’ Istat nella categoria dei “gufi”, dopo le deludenti e preoccupanti stime diffuse oggi?». «L’ Istat Avverte che l’ effetto sui consumi dei famosi 80 euro sarà “minimo”, e solo quando ci sarà la garanzia che il bonus diventerà permanente. Lungi dal voler ‘gufarè, noi di Forza Italia tifiamo sempre per l’ Italia e riteniamo che un pò di sano ottimismo faccia bene all’ economia». E Barbara Saltamaria (Ncd) specifica che «non possiamo permetterci, soprattutto alla luce dei dati diffusi oggi da Istat e Commissione Ue, di ostacolare le imprese che vogliono assumere introducendo vincoli e norme che penalizzano anzitutto chi è in cerca di lavoro, a cominciare dai nostri giovani».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
