6 Maggio 2014

Ripresina dei consumi Mini effetto 80 euro

Ripresina dei consumi Mini effetto 80 euro

Le famiglie italiane sembrano avere ritrovato la fiducia per allentare i cordoni della borsa, tenuti ben stretti durante tutta la crisi. La risalita dei consumi resta però timida, con l’ Istat che prevede un aumento di appena lo 0,2% nel 2014. La ricomparsa del segno più ha tuttavia un valore simbolico, ponendo fine a una sfilza di ribassi lunga tre anni. Stime primaveriliLe stime primaverili dell’ Istat sulle prospettive del Paese registrano un’ inversione di rotta ma restano quindi caute, con l’ Istituto di statistica che avverte come il bonus di 80 euro in busta paga abbia, sì, un «effetto positivo» ma ancora «minimo». D’ altra parte c’ è tanta strada da fare per recuperare quanto perso sotto i colpi della recessione. Una mano arriva dalla bassa inflazione che, combinata a un aumento del reddito, ridà fiato al potere d’ acquisto, pronto a superare la soglia dello zero dopo una fase depressiva durata sei anni.Piedi puntati sulla situazione attuale, stando ai contenuti del Documento economico finanziario, e sguardo alzato sul futuro, l’ Istat prevede un aumento della spesa dello 0,2% per quest’ anno, dello 0,5% per il prossimo e dell’ 1% per il 2016. Tutte cifre che hanno la loro ripercussione sull’ andamento dell’ economia generale. Ma, sottolineano a via Cesare Balbo, la spinta non è tanto originata della ripresina sul fronte consumi, quanto del ritorno agli investimenti da parte delle imprese. Tanto che l’ Istituto parla di utilizzo degli impianti vicino ai livelli pre-crisi. Consumatori divisiSempre ieri in mattinata sono state diffuse le stime della Commissione europea, che in linea con l’ Istat, scrive: «Le famiglie aumenteranno i consumi e consolideranno i risparmi anche grazie al taglio del cuneo fiscale». Sul punto il responsabile ad interim degli Affari economici, Siim Kallas, precisa come gli 80 euro avranno un «effetto neutrale» nel breve periodo, ma l’ impatto diventerebbe «positivo» nel lungo termine «se sarà finanziato» migliorando «l’ efficienza della spesa». Da Bruxelles il ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, chiarisce come le misure richiedano tempo, ma, sottolinea, «la direzione è giusta». Solo ieri il titolare di via venti Settembre, parlando di un bonus permanente, aveva specificato che le coperture sarebbero giunte proprio dalla Spending review. Ma c’ è chi è più ottimista sui riflessi del provvedimento, come Federconsumatori e Adusbef. E giusto sabato scorso il Censis aveva calcolato un aumento della spesa di 3,1 miliardi, a fronte di un introito stabile nel tempo. Per il Codacons non c’ è da entusiasmarsi per un +0,2% nei consumi, visto che coincide con la precedente stima dell’ Istat, ma a ben vedere è una delle poche variabili rimaste inalterate, mentre quasi tutto resto è stato rivisto in peggioramento. Coldiretti in campoÈ positiva la debole inversione di tendenza dopo il calo del 7% della spesa per i consumi finali dall’ inizio della crisi del 2008. Questo emerge da un’ analisi della Coldiretti proprio sulla base dei dati Istat. Gli italiani, nei primi anni della crisi, precisa Coldiretti, hanno rinunciato soprattutto ad acquistare beni non essenziali – dall’ abbigliamento alle calzature – ma una volta toccato il fondo hanno iniziato a tagliare anche quelli di prima necessità, persino sul cibo con un crollo record del 3,1 per cento della spesa alimentare.Questo è avvenuto anche l’ anno scorso a ben sette anni dall’ inizio della recessione che, nel frattempo, ha aumentato diseguaglianze e differenze sociali. Comunque adesso si comincia a vedere qualche, flebile, luce al fondo del tunnel. E si dovrebbe ripartire proprio dalla spesa alimentare.

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