30 Aprile 2014

UNIVERSITA’: SU TEST ACCESSO CODACONS CHIEDE INTERVENTO DEL MINISTRO GIANNINI

UNIVERSITA’: SU TEST ACCESSO CODACONS CHIEDE INTERVENTO DEL MINISTRO GIANNINI

IL NUMERO CHIUSO E’ SOLO UNA QUESTIONE DI SOLDI. GOVERNO INVESTA SULL’ISTRUZIONE E LIBERALIZZI ACCESSO ALL’UNIVERSITA’

TUTTI GLI STUDENTI CHE IL 12 MAGGIO SARANNO ESCLUSI DAI TEST POTRANNO ADERIRE AL RICORSO DEL CODACONS

Sui test d’ingresso alle facoltà universitarie il Codacons ha deciso di scrivere al nuovo ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, denunciando il fatto che i test sono oggi mantenuti esclusivamente per una mancanza di fondi, ossia per l’incapacità delle nostre università di gestire un numero elevato di iscritti. E’, insomma, solo una questione di soldi!
Le poche risorse a disposizione delle università, la condizione delle aule, consentono di gestire in modo efficiente solo un numero limitato di matricole. Da qui i test! Ufficialmente nati e mantenuti per calmierare le professioni, oggi sono confermati, infatti, senza alcuna valutazione del fabbisogno sociale di medici o dentisti.
“Se il Governo Renzi intende davvero investire nella scuola, deve come primo atto eliminare i test di ammissione. Che la scuola non sia aperta a tutti, solo perché non si devono superare i posti disponibili, è assurdo ed inaccettabile, oltre che incostituzionale” ha dichiarato il presidente del Codacons, Marco Donzelli.
“Semmai, va fatto come in Francia, dove la selezione avviene nel primo anno di università. Le matricole del corso di medicina devono finire il primo anno avendo sostenuto tutti gli esami. In questo modo la selezione avviene sulla base di reali meriti e non sulla base di una prova irregolare e priva di senso logico. Resta, infatti, inspiegabile perché, per valutare uno studente, contino di più 60 domande in 100 minuti rispetto ad un percorso di studio di 5 anni che si conclude con l’esame di maturità” ha concluso Donzelli.
Il Codacons, intanto, prosegue con la sua battaglia legale ed invita tutti gli studenti  che il 12 maggio scopriranno, leggendo la graduatoria nazionale nominale, di non aver superato i test d’ingresso ad aderire al ricorso al Tar del Lazio che l’associazione sta preparando, dopo la vittoria dello scorso anno, quando centinaia di studenti furono riammessi alle prove di ammissione.
Alla base del ricorso di quest’anno, oltre alle violazioni del principio di libero accesso alle professioni, del diritto allo studio sancito dall’art. 3, 33 e 34 della Costituzione, del principio di imparzialità di cui all’art. 97 della Costituzione, anche l’anticipo del test ad aprile che ha finito per discriminare gli studenti che stanno preparando gli esami di maturità rispetto a chi non è stato ammesso lo scorso anno.

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