30 Aprile 2014

Assenze a Bruxelles Il bollino “bad” a Mastella e Gargani

Assenze a Bruxelles Il bollino “bad” a Mastella e Gargani

di Alfonso Schiavino Buoni e cattivi, come a scuola. Solo che qui parliamo di gente matura e facoltosa: i 766 parlamentari europei. Che hanno combinato? Questo è il punto. Due severe organizzazioni internazionali, di cui parleremo, hanno stimato il tasso di presenza nei 5 anni di mandato (2009-2014). I risultati sono deludenti per i 72 italiani, soprattutto per una famosa troika ex democristiana: Ciriaco De Mita, Giuseppe Gargani e Clemente Mastella. Vediamo meglio. Votewatch ha stilato la sua graduatoria elaborando i dati sulle votazioni in assemblea. Chi ha risposto alle chiame? Sul podio dei diligenti salgono tre esponenti del Partito popolare europeo (centro e centrodestra): due rumeni e una polacca hanno raggiunto o superato il 99%. Primo italiano, unico in top ten, è il forzista pugliese Sergio Paolo Silvestris (98%). I nomi a noi familiari sono distanti. Erminia Mazzoni (eletta col Pdl, ora Ncd) fa segnare un dignitoso 83% di presenza. Il Pd Pino Arlacchi (grande amico del sindaco Vincenzo De Luca) scende al 78. Il bassoliniano Andrea Cozzolino racimola il 68%. Gianni Pittella raggranella il 63%, ma merita un dubbio perché è uno dei 14 vicepresidenti: forse la funzione ha influenzato il “rendimento”. Ad ogni modo, il democrat lucano-campano ha stabilito un record imbattibile: durante un turno di presidenza ha gestito 16 votazioni in 57 secondi. Si era fatta ora di pranzo, i colleghi gli hanno tributato un’ ovazione. Ed ecco i veterani. Gargani, rientrato a Strasburgo nel 2011 con le insegne dell’ Udc, mette insieme il 56% e occupa la posizione 745 della speciale classifica. Nella legislatura precedente, quando stava col Pdl, votò contro la risoluzione che chiedeva dati pubblici sull’ attività dei parlamentari. Mastella (Pdl, ora Fi) si ferma al 53% e così manifesta una sua coerenza. All’ alba del mandato (luglio 2009), il politico di Ceppaloni sbuffò per la diaria extra-stipendio: «Una miseria, 290 euro al giorno». De Mita vuole diventare finalmente sindaco di Nusco, il suo paese. Lì potrà avere una maggiore continuità, mentre, al parlamento europeo, il membro più anziano eletto nel 2009 si è risparmiato: 43% di partecipazione al voto. Volendo, c’ è una riprova. L’ organizzazione Climate action network Europe (Can-E) ha considerato le presenze per le votazioni in materia ambientale. Raggiungono l’ en plein e il giudizio “Very good” (molto buono) Arlacchi e Luigi de Magistris (Idv), quest’ ultimo dimessosi dal parlamento europeo dopo l’ elezione a sindaco di Napoli avvenuta nel 2011. “Good” risultano Cozzolino (70%), Pittella (70%) e Mazzoni (50%). Il bollino “Bad” (cattivo) tocca a Mastella (40%), Gargani (33%) e De Mita (30%). Chi ha redatto le classifiche. Can è la sigla-ombrello di 120 associazioni europee, fra cui Legambiente, Wwf, Greenpeace, Amici della terra e i volontari cristiani della Focsiv. Votewatch si segnala per i sostenitori. Uno è George Soros, il finanziere statunitense, feroce anticomunista, che nel ’92 guidò i pesanti attacchi speculativi contro la sterlina e la lira. Tra i finanziatori compaiono anche gli imprenditori inglesi del cioccolato Quaker (quello del primo Kit-Kat per intenderci): gente quacchera, dunque, seguace della religione cristiana antimilitarista che vinse il Nobel della Pace nel 1947. Votewatch è appoggiata anche da Citizens for Europe, organizzazione ramificata che comprende Codacons, Slow Food e gli studenti dell’ Aegee. Insomma un cartello di associazioni che controlla il comportamento degli europarlamentari. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this