30 Aprile 2014

«Aumento Mps a metà giugno»

«Aumento Mps a metà giugno»

Cesare Peruzzi SIENA. L’ aumento di capitale da 5 miliardi di Banca Mps, una volta approvato dagli azionisti il prossimo 20 maggio, partirà a metà giugno per chiudersi un mese dopo. La conferma arriva da Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, presidente e amministratore delegato del gruppo senese che sulla manovra di rafforzamento patrimoniale gioca le sue carte di rilancio (il 5 maggio, in vista dell’ aumento ci sarà il raggruppamento delle azioni in ragione di una nuova ogni cento possedute). Profumo e Viola considerano a portata di mano gli obiettivi del piano industriale 2017, che prevede il 9% di redditività netta, e ieri lo hanno voluto ricordare agli azionisti nel corso dell’ assemblea che in sede ordinaria ha approvato il bilancio 2013, chiuso con 1,43 miliardi di perdita a livello consolidato, e nella parte straordinaria ha modificato alcune parti dello statuto su quote di genere e consiglieri indipendenti. «Quello 2013 è stato un esercizio complicato a causa del ciclo economico negativo e per la grave crisi reputazionale che ci ha colpito all’ inizio dell’ anno – ha detto Viola -. Ma ne siamo usciti e oggi la banca è più solida, grazie all’ impegno di tutti i dipendenti. Il piano industriale 2013-2017 è in piena attuazione – ha aggiunto – e siamo in anticipo sui tempi». I conti dell’ ultimo bilancio, il secondo di competenza degli amministratori in carica, hanno offerto lo spunto per le critiche di alcuni piccoli azionisti (ma l’ assemblea ha approvato col 99,17% dei voti) preoccupati per la nuova perdita d’ esercizio, dopo il rosso di 3,1 miliardi del 2012 e di 4,6 del 2011, oltre che per il livello delle sofferenze (21 miliardi netti a fine 2013, in aumento del 20% sull’ anno precedente). C’ è chi, come il rappresentante del Codacons, critica la modalità con cui sono state contabilizzate le operazioni Alexandria e Santorini. Chi chiede di fare completa chiarezza sulle gestioni passate. E chi vorrebbe promuovere azione di responsabilità anche nei confronti degli organi di vigilanza. Ma l’ assemblea si è svolta in un clima di “normalità” e di tensione modesta, come non accadeva da tempo. Nell’ auditorium del Monte c’ era appena il 34% del capitale e la Fondazione Mps, rappresentata dal direttore generale Enrico Granata, non ha neppure preso la parola (non era mai accaduto). Assenti Fintech e Btg Pactual, gli investitori internazionali che dalla Fondazione hanno acquistato rispettivamente il 4,5% e il 2% sindacandolo con il 2,5% dell’ Ente presieduto da Antonella Mansi (operazione in attesa del via libera della vigilanza), dei nuovi azionisti a Siena c’ era solo BlackRock, presente con il 3,2% come nelle attese. Beppe Grillo, che non ha rinunciato al suo show fuori e dentro l’ assemblea, dove è intervenuto per delega, ha messo l’ accento sui rischi di un capitale in mano ai fondi d’ investimento internazionali, la cui strategia sarebbe quella di «spolpare le aziende e andarsene». E ha puntato il dito contro la classe politica locale e nazionale che nel recente passato ha deciso le sorti del Monte e che il leader Cinquestelle ha definito «la peste rossa». Ma qualcuno, come Antonio Spinelli di Azioni Banca Monte dei Paschi, ha voluto sottolineare la positività di un azionariato ormai molto frazionato, «da public company», riconoscendo al Monte i progressi fatti in questi mesi sul fronte dell’ operatività e della solidità patrimoniale. Un tema su cui nella conferenza stampa finale si è soffermato lo stesso Profumo: «In due anni abbiamo fatto un percorso che consente di guardare al futuro con serenità – ha detto il presidente -. Dopo l’ aumento, Mps sarà una banca ben capitalizzata». Rocca Salimbeni, che in aprile ha rimborsato 4 miliardi di finanziamenti alla Bce (su 28 miliardi), con l’ aumento di capitale punta a “chiudere” 3 miliardi di Monti bond e non esclude di estinguere la parte rimanente (1,07 miliardi) prima delle scadenza del 2017. Mosse che, da subito, aiuteranno a migliorare il conto economico. «Sono ottimista – ha detto Viola – iniziamo a vedere segnali positivi anche dal lato dei ricavi». Per essere davvero “normali”, infatti, occorrerà tornare a fare utili. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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