26 Aprile 2014

Tasse sulle banche E tremano i conti di nonni e famiglie

Tasse sulle banche E tremano i conti di nonni e famiglie

Decreto Irpef, Renzi tartassa le banche. Ora i conti correnti sono a rischio: «Scaricheranno i costi in più sui correntisti, aumentando le spese di tenuta dei conti?» si chiedono le associazioni dei consumatori, preoccupate per un’ ennesima ondata di aumenti. A lanciare l’ allarme è un’ analisi della Cgia di Mestre, che quantifica in quasi sei miliardi l’ aggravio fiscale a carico del sistema bancario e assicurativo, in base a quanto previsto dal decreto del Governo che introduce gli sgravi Irpef da 80 euro al mese. «Sarebbe gravissimo»«C’ è il rischio concreto che i costi di queste tasse si scarichino sui correntisti – ammette il segretario provinciale della Federconsumatori Francesco De Lorenzo – Se fosse così, sarebbe gravissimo. Non abbiamo ancora la controprova e auspichiamo che l’ Abi (il “sindacato” delle banche italiane, ndr) consigli ai propri associati di non colpire le famiglie, ma è chiaro che la preoccupazione c’ è». Anche se in realtà, pur essendo rilevante il prelievo fiscale a carico degli istituti di credito, non sarebbe giustificabile una punizione ai danni della clientela: «Le banche piangono ma ricordiamoci che in passato hanno ricevuto dei bei regali dalla Banca Centrale Europea – sottolinea De Lorenzo – il mercato è libero e non si può vietare alle banche di aumentare i costi di tenuta dei conti correnti, ma in realtà il Governo, tramite la Banca d’ Italia, avrebbe gli strumenti per convincere bonariamente le banche a non rivalersi sui correntisti». Una doppia beffaOltretutto sarebbe una doppia beffa soprattutto per tutti quei cittadini-contribuenti che non beneficeranno del “bonus” Irpef da 80 euro al mese che ha giustificato gli extra-prelievi a carico del sistema bancario, finanziario e assicurativo. Già i sindacati dei pensionati hanno alzato le barricate contro «l’ ingiustizia» dell’ esclusione dal “bonus” di Renzi di chi riceve l’ assegno Inps, promettendo battaglia, ora il rischio è che per i pensionati il conto delle misure del governo possa essere addirittura in rosso. «Ci sono almeno un milione di pensionati al minimo che non vengono toccati dai benefici degli sgravi Irpef – sottolinea De Lorenzo – in più rischieranno non solo di vedersi aumentati i costi di tenuta dei conti correnti ma anche di pagare l’ aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, che non avendo previsto una soglia minima va a colpire i risparmi di una vita delle persone anziane che hanno investito in titoli, obbligazioni o buoni fruttiferi, oltre poi a dover pagare anche la sberla della Tasi sulla casa di proprietà. Il tutto senza nemmeno ricevere il bonus di 80 euro». Anni di vacche magrissimeSì, perché, come sottolinea il segretario regionale dello Spi-Cgil Stefano Landini, «80 euro non cambiano la vita, ma se sono un decimo del tuo reddito mensile di sicuro te la alleggeriscono un po’ dopo anni di tagli e vacche magrissime». Anche il Codacons alza gli scudi contro le banche, ma invita il Governo ad andare avanti senza paura dopo la stretta fiscale, «intervenendo contro i tassi usurari e per l’ eliminazione di tutte quelle commissioni bancarie che sono palesemente ingiuste e sproporzionate». «Questo perché ci sono banche che sui conti correnti non affidati, anche se si rimane scoperti per un solo giorno, applicano una commissione di istruttoria veloce che arriva fino a ben 50 euro». Tanto che il Codacons è pronto ad «azioni legali contro gli istituti di credito» contro i rialzi dei tassi di mutui e prestiti.n.
Andrea Aliverti

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this