Istat: Codacons, sconcertante 61,9% lavoratori senza rinnovo ccnl
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fonte:
- AGI
(AGI) – Roma, 18 apr. – E’ sconcertante che il 61,9% dei dipendenti sia in attesa di rinnovo. E’ quanto sostiene il Codacons commentando i dati resi noti oggi dall’Istat secondo i quali, a marzo le retribuzioni contrattuali orarie sono rimaste ferme rispetto a febbraio. E alla fine di marzo la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo e’ del 61,9% nel totale dell’economia e del 50,7% nel settore privato. Per il Codacons “e’ sconcertante che il 61,9% dei dipendenti sia in attesa di rinnovo”. “E’ assurdo e vergognoso – secondo l’associazione – che tutti i Governi che si sono succeduti in questi anni, Renzi compreso, si siano preoccupati soltanto del riordino dei contratti di lavoro e mai del loro mancato rinnovo”. Anzi – sottolinea il Codacons – con lo scoppio della crisi, una crisi aggravata proprio dalla difficolta’ delle famiglie di arrivare a fine mese, si sono addirittura congelati gli stipendi dei dipendenti pubblici, facendo l’opposto di quello che si sarebbe dovuto fare. Non ci si puo’ interessare solo della flessibilita’ del lavoro e non del fatto che e’ fallita l’idea che gli stipendi sarebbero stati adeguati all’inflazione al momento del rinnovo contrattuale”. “I dati di oggi dell’Istat, secondo i quali l’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto e’ in media di 27,2 mesi per l’insieme dei dipendenti, ossia piu’ di 2 anni, dimostra che questa idea e’ miseramente fallita. Ecco perche’, invece che limitarsi a dare una tantum 80 euro in piu’, se si vuole dare sicurezza al lavoratore sulla propria futura capacita’ di spesa, unica condizione per rilanciare i consumi, sarebbe bene che il Governo immaginasse una riforma sull’indicizzazione degli stipendi, ad esempio reintroducendo la scala mobile all’inflazione programmata”. (AGI) Lda
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