Estimi, il Consiglio di Stato gela i contribuenti leccesi
-
fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Riclassificazione, il Consiglio di Stato boccia il Tar e gela i leccesi. Nuovo colpo di scena nella complicata vicenda dei nuovi estimi catastali. I giudici della Quarta Sezione hanno accolto il ricorso in appello dell’ Agenzia delle Entrate e del Ministero delle Finanze, annullando la sentenza con la quale il Tar aveva cancellato la riclassificazione catastale fatta dal Comune. Il Consiglio di Stato ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione, indicando le competenze nel giudice tributario. Uno schiaffo ai cittadini che avevano fatto ricorso solo al giudice amministrativo, così come aveva fatto il Comune. L’ Amministrazione, ora, assicura l’ assessore Attilio Monosi, porterà la questione davanti al giudice tributario. Ci sono tre mesi di tempo per riproporre ricorso. «Siamo dalla parte dei cittadini – dice Monosi – e faremo in modo che tutti vengano posti sullo stesso piano». Il Codacons, che aveva vinto la battaglia al Tar insieme con Adoc ed Adusbef, rimarca il fatto che, sin dall’ inizio, aveva invitato i cittadini a percorrere il doppio binario del contenzioso. «Abbiamo avuto ragione» dice l’ avvocato Piero Mong elli. Lo stesso aveva fatto Adoc. L’ avvocato Alessandro Presicce ritiene, però, «che possa esserci la strada per un regolamento di giurisdizione. Bene hanno fatto coloro i quali si sono rivolti alla Commissione tributaria. Se il Comune avesse annullato la delibera in autotutela, evitando tutto il contenzioso, la storia sarebbe stata molto diversa». Parla di «epilogo amaro» il consigliere d’ opposizione Carlo Salvemini. «I contribuenti leccesi che hanno impugnato l’ avviso di riclassamento anche o solo davanti alla Commissione tributariaspiega – possono ancora vedersi annullato l’ aumento della rendita. Tutti gli altri dovranno fare riferimento alle rendite catastali rivalutate ai fini del calcolo della tassazione Imu, Irpef, trasferimenti immobiliari che verrà ad aumentare mediamente del venti per cento. Una brutta botta». «A beneficio di memoria continua Salvemini – ricordiamo che l’ Amministrazione Perrone ha voluto attivare il riclassamento nel 2010. Nessuno l’ ha obbligata: è stata una scelta politica. L’ Amministrazione Perrone ha deciso troppo tardi di fermarsi. Solo quando, cioè, è stata incalzata dalla minoranza – rimarcaavendo per due anni taciuto alla città questo provvedimento: un silenzio colpevole».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
