I salari crescono, ma meno dell’ inflazione
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fonte:
- Gazzetta del Sud
PARIGI. Il salario medio lordo in Italia nel 2013 è aumentato, anche se un po’ meno dell’ inflazione, mentre la pressione fiscale sul reddito da lavoro resta quasi invariata peri single e cala per le famiglie. L’ anno scorso, secondo i dati pubblicati dall’ Ocse, gli italiani hanno guadagnato in media 29.704 euro lordi, l’ 1,3% in più rispetto al 2012, mentre i prezzi al consumo sono saliti dell’ 1,4%, 1 decimo di punto percentuale in più. Il peso della tassazione su questi salari, il cosiddetto cuneo fiscale, è salito di 0,1 punti al 47,8% per un single senza figli, lasciando l’ Italia stabile al sesto posto tra i Paesi dell’ organizzazione, dietro Belgio (55,8%), Germania (49,3%), Austria (49,1%), Ungheria (49%) e Francia (48,9%). È calato invece di mezzo punto percentuale il cuneo per i lavoratori che vivono in una famiglia monoreddito con due figli, che si attesta al 38,2%, dato che resta superiore alla media Ocse (26,4%) ma che permette all’ Italia di scendere dal quarto al quinto posto tra i Paesi membri per pressione fiscale su questo tipo di fami glie. Intanto, dall’ organizzazione parigina arriva anche un messaggio di apprezzamento per le politiche italiane in materia di fondi pubblici per la cooperazione allo sviluppo, corredato però da un invito a migliorare su alcuni fronti. L’ Italia, spiega la Peer review Ocse, ha bisogno di «cambiamenti istituzionali per migliorare la gestione, la realizzazione e la valutazione dei programmi di sviluppo e per assicurare la coerenza degli interventi», per esempio tramite «regole destinate a definire i termini della collaborazione dei vari ministeri nei Paesi beneficiari», e «dovrebbe anche far miglior uso delle valutazioni dei programmi al fine di migliorare i metodi di lavoro». «Il fatto che olandesi, belgi, tedeschi e austriaci abbiano tutti salari sopra 40 mila euro – afferma il Codacons – dovrebbe far riflettere. Mentre negli altri Paesi dell’ Eurozona, dopo l’ arrivo dell’ euro, è stata salvaguardata la capacità di spesa delle famiglie, in Italia i salari sono rimasti al palo, mentre il costo della vita, le tariffe locali e le tasse raddoppiavano».
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