10 Aprile 2014

Rimborsi gonfiati, primi 4 davanti al Gup

Rimborsi gonfiati, primi 4 davanti al Gup

TORINO – Si avvicina il giorno della resa dei conti per i consiglieri regionali del Piemonte coinvolti nel caso degli «scontrini folli». I nomi di quaranta componenti dell’ assemblea di Palazzo Lascaris (ormai ex in vista delle elezioni del 25 maggio) sono risuonati ieri nella maxi aula 2 del Palagiustizia di Torino, associati ad accuse che vanno dal peculato alla truffa, per l’ apertura dell’ udienza preliminare. L’ unica a presentarsi è stata Rosa Anna Costa (ex Pdl). Mancava il governatore, il leghista Roberto Cota , il quale, peraltro, non figura più nell’ elenco: nei giorni scorsi ha chiesto il rito immediato e per lui l’ appuntamento con il tribunale è fissato il 21 ottobre. Al centro della questione c’ è l’ uso dei rimborsi ai gruppi consiliari per acquisti poco pertinenti con l’ attività politica, dal tosaerba al “gratta e vinci”, dal bagno turco alle cravatte, per un totale di 1,7 milioni. Con la prima udienza, davanti al gup Roberto Ruscello , si cominciano a delineare le strategie processuali. Numerosi consiglieri (una decina secondo i rumors, ma saranno sicuramente di più) sono pronti a patteggiare pene comprese fra i 12 e i 18 mesi con la condizionale. Il calcolo è calibrato con il bilancino di precisione perchè, se il danno viene riparato e la condanna non supera i 12 mesi, dopo un anno si può ottenere la «riabilitazione» e quindi, almeno in teoria, tornare a candidarsi. I pm Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi sono stati categorici: si patteggia solo dopo avere restituito la somma contestata con una maggiorazione del 30% per «danno di immagine». La Regione, presente come «persona offesa» con l’ avvocato Alessandro Mattioda , finora ha raccolto 300mila euro (che saranno nella piena disponibilità dell’ ente quando, con la nuova giunta, verranno firmate le quietanze) e prevede di racimolarne almeno altrettanti nei prossimi giorni. Ieri l’ udienza è stata interamente dedicata all’ unica richiesta di costituzione a parte civile, quella del Codacons. Gli avvocati si sono opposti (uno di loro ha parlato di «sciacallaggio processuale finalizzato unicamente a riscuotere il denaro per le spese legali») e il gup deciderà il 14 aprile. Al prossimo round verrà sollevata una questione di nullità del capo d’ accusa.

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