3 Aprile 2014

«Il cittadino non è un vigile» Stop alle multe con le spiate

«Il cittadino non è un vigile» Stop alle multe con le spiate

Addio alle multe con le spiate. Ai verbali redatti sulla base dei racconti e delle segnalazioni di cittadini esasperati per la sosta selvaggia dei veicoli. Cittadini, appunto, non vigili in servizio. Con una circolare inviata a tutti i gruppi dei vigili urbani – anche agli agenti in servizio in procura – la Municipale invita ad adottare nuove procedure nel caso «si presenti l’ esigenza di attivare un procedimento sanzionatorio sulla mera segnalazione di un cittadino», richiamando il recente parere dell’ Avvocatura comunale che ha stabilito come il «privato cittadino» non sia inserito nell’ elenco «di soggetti competenti all’ espletamento dei servizi di polizia stradale». In pratica, viene spiegato, «le segnalazioni di un illecito amministrativo effettuate dai cittadini devono essere intese esclusivamente come un impulso all’ attività istruttoria degli organi addetti e non come un fatto dato per certo cui possa seguire direttamente il provvedimento sanzionatorio, anche quando le stesse siano circostanziate e rese per iscritto, oppure prese a verbale». Potrebbe trattarsi di una battuta d’ arresto all’ offensiva, soprattutto contro la sosta vietata, sferrata da quattro mesi anche a colpi di tweet sul profilo del comandante generale Raffaele Clemente che quasi ogni giorno pubblica i resoconti delle multe fatte agli automobilisti, quartiere per quartiere. Ma che ora, in caso di fotografie di auto in doppia fila postate dagli «spioni», invita il pubblico a eliminare quelle immagini -«contrarie alla nostra policy», scrive – rimandando la segnalazione al profilo della polizia locale. La vicenda delle contravvenzioni su segnalazione (che dal Natale scorso ha già prodotto migliaia di verbali in tutta Roma) era stata in un primo tempo «benedetta» dallo stesso sindaco Marino, ma era stata anche accompagnata da una serie di polemiche (compresa quella sulla possibilità di promozioni agli agenti più zelanti). In qualche caso, come l’ aggressione di un vigile intervenuto pochi giorni fa al Tuscolano proprio dopo la telefonata di un residente, la situazione è degenerata in episodi violenti. I primi a esprimere dubbi erano stati il Codacons e i giudici di pace, questi ultimi perplessi – e lo sono ancora oggi – perché «un atto pubblico non può essere redatto su una segnalazione». Adesso sono in molti – compresi i sindacati di categoria, fra i quali l’ Uglpl per la quale «per evitare brutte figure sarebbe bastato chiedere a chi lavora per strada tutti i giorni» – ad attendere l’ esito delle migliaia di ricorsi presentati dai cittadini contro le multe fatte con questo sistema. Anche perché al dibattimento saranno chiamati a presentarsi sia chi ha segnalato le infrazioni (ed è stato identificato) sia eventuali testimoni. D’ altra parte lo conferma proprio l’ Avvocatura, ripresa nella circolare di due giorni fa dove si specifica che «la segnalazione di un illecito da parte dei privati – ove contenga elementi dettagliati quali giorno, mese, anno, ora e luogo preciso, generalità di colui che ha constatato il presunto illecito e sia circostanziata con l’ indicazione di testimoni – obbliga comunque gli agenti ad attivarsi per verificare la fondatezza degli stessi». Rinaldo Frignani.
rinaldo frignani

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