Pensioni: Codacons, sono da fame; rivalutarle a inflazione reale
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fonte:
- AGI
(AGI) – Roma, 2 apr. – Le pensioni di molti italiani sono “da fame, andrebbero almeno rivalutate all’inflazione reale”. Cosi’ il Codacons commenta i dati Istat. “Salvo siano evasori che non hanno mai versato contributi, – spiega l’associazione – si tratta di anziani che vivono di stenti e rinunce e che non arrivano alla terza settimana del mese. Ecco perche’ il Governo Renzi, dopo aver dato 80 euro in busta paga ai lavoratori dipendenti, utili ma non certo sufficienti a ridare capacita’ di spesa alle famiglie dopo oltre 12 anni di progressiva erosione, deve ora occuparsi di pensionati e disoccupati, che finora non hanno avuto nulla”. I dati dell’Inps, aggiunge il Codacons, “non devono, pero’, indurre in tentazione il Governo, che non deve seguire le indicazioni di Cottarelli, prendendosela con le pensioni di reversibilita’, di guerra, di invalidita’, o con i pensionati che hanno tra 2000 e 3000 euro, come se questi ultimi fossero miliardari solo perche’ stanno un po’ meglio degli altri. Il punto non e’ toccare i diritti acquisiti, ma semmai aumentare la tassazione per tutti quelli che guadagnano piu’ di 90.000 euro, pensionati e non. Quanto previsto dall’ultima legge di stabilita’, ossia il contributo di solidarieta’ per i pensionati che hanno un trattamento che supera 14 volte il minimo, cosa di per se’ giustissima, e’ gia’ stato giudicato incostituzionale dalla Corte e l’Inps, sulla base di quella sentenza, ha gia’ dovuto restituire i soldi ai super pensionati”. L’unica via, quindi, per rimediare e non incorrere in una nuova sentenza, consclude il codacons, “e’ modificare le aliquote Irpef innalzando quelle massime, oggi ferme al 43% per chi dichiara piu’ di 75.000 euro”. (AGI) Red/Ila
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