29 Marzo 2014

Le aule cadono a pezzi E a rischiare la vita sono i nostri ragazzi

Le aule cadono a pezzi E a rischiare la vita sono i nostri ragazzi

di PATRIZIA LONGO – CINISELLO BALSAMO – «NON SI PUÒ rischiare la vita a scuola». I calcinacci caduti dal soffitto – ieri mattina in un’ aula del liceo Giulio Casiraghi, una classe quinta dello scientifico – con il ferimento, per fortuna lieve, di una ragazza colpita alla testa, hanno provocato stupore, indignazione, rabbia. E riportato alla ribalta un problema annoso: la mancanza di manutenzioni adeguate per gli edifici scolastici. «Inorridisco, soprattutto ricordando fatti di cronaca, purtroppo con il morto, avvenuti in altre scuole d’ Italia, come a Torino… – scrive una mamma, sui social network -. Mia figlia è lì al Casiraghi a fare lo scientifico e l’ anno prossimo arriverà anche mio figlio al Montale… non possiamo permettere che i nostri figli vadano a scuola in luoghi non sicuri. Cosa si può fare?». Per Marco Donzelli, presidente del Codacons «questo episodio, l’ ennesimo, dimostra che il Piano scuola che sta varando il Governo Renzi, per quanto positivo, è del tutto insufficiente a rendere sicure le scuole italiane. Un piano da 3,5 miliardi per investimenti nel campo della sicurezza e dell’ edilizia scolastica non può certo bastare a compensare mancati investimenti che durano da decenni. Per questo i 3,5 miliardi devono essere solo una prima tranche, a cui dovranno seguirne altre». MARINA Lazzati, assessore all’ Istruzione e all’ Edilizia scolastica della Provincia, proprietaria del complesso scolastico del Parco Nord, pur garantendo un pronto intervento per ripristinare l’ aula, ammette le difficoltà nell’ effettuare lavori di manutenzione: «Abbiamo 160 edifici grandi, da 800 a 1.600 ragazzi l’ uno. Bisognerebbe intervenire di continuo, ma i soldi sono pochi e negli ultimi anni sono stati concentrati sulle urgenze e sulle emergenze». Ma per l’ assessore non si può scaricare tutta la colpa sulla Provincia: «Il governo parla di un Piano scuola, con investimenti consistenti, ma alla Provincia di Milano non è mai stato dato nulla – rimarca Lazzati -. Per effettuari i lavori siamo sempre dovuti intervenire con il bilancio dell’ ente: le entrate sono date dalle tasse automobilistiche e, con il calo del 30% delle immatricolazioni, dobbiamo fare i conti con il calo di quasi un terzo degli introiti». Per i ragazzi e per le loro famiglie, la sicurezza a scuola dovrebbe venire prima di tutto. A distanza di oltre cinque anni, il pensiero corre a Vito Scafidi, il ragazzo di 17 anni morto per il crollo di un soffitto al liceo Darwin di Rivoli. Era il novembre del 2008. Nell’ incidente, avvenuto durante l’ intervallo, rimasero feriti 17 ragazzi, alcuni in modo grave. Per quel crollo al processo d’ appello, lo scorso ottobre, sono stati condannati in sei: tre funzionari della Provincia e i tre insegnanti responsabili della sicurezza della scuola. Per tutti l’ accusa era di disastro, omicidio e lesioni colpose. La sentenza, con pene da 2 a 4 anni, ha ribaltato quella di primo grado, che aveva inflitto solo una condanna a un funzionario. [email protected].

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