«Murgetta abbandonata» la periferia alza la voce
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Completamente abbandonati. «Non abbiamo santi in paradiso, né amministratori dalla nostra», gridano i residenti della Murgetta. Matteo, Maria, Ferdinando, Giovanna fanno parte di quella generazione che ha deciso di andare a vivere dove l’ aria è più salubre. Ma si è risvegliata in una grande beffa. Troppo lungo lo scontrino dei disagi. Fino a due giorni fa i cassonetti per la raccolta del vetro straripavano di pattume. Il lavoro dei netturbini è a singhiozzo e dopo più di una settimana di mancato smaltimento la “corsa” è stata ripresa solo a seguito della classica strigliata. «Non è possibile che bisogna alzare la voce per ottenere dei diritti che ci spettano. Solo dopo una chiamata dai toni forti al comune, guarda caso si è provveduto a svuotare i bidoni», spiegano dal sobborgo. 130 persone che abitano stabilmente lì, a pochi passi da Gravina. «Tre chilometri che ci sembrano mille quando ci confrontiamo con le quotidiane necessità», aggiungono i residenti, come un mantra che non si stancano di ripetere. Sacche piene di dis servizi attanagliano uomini e donne umili che hanno ereditato quelle case rurali, e che si accontenterebbero di risolvere una piaga per volta. Una bomba di dissapori è esplosa anche sull’ acqua. Dopo che le bollette si sono duplicate negli importi rispetto agli stessi consumi medi degli anni passati. «E noi questi salassi non abbiamo nessuna intenzione di pagarli», chiariscono i residenti. «E’ assurdo che i costi siano aumentati da un anno all’ altro di 1,20 euro. Ci ritroviamo a pagare al Consorzio Terre d’ Apulia 3 euro a metro cubo, quando a Gravina i cittadini pagano molto meno. Eppure dal comune dicono di non poter fare nulla. Come sempre, del resto», tuonano i residenti. La “mazzata” che stordisce, l’ hanno avuta in troppi, compreso quanti avevano cominciato a raccogliere ed utilizzare le acque piovane, proprio per evitare brutte sorprese. E ora tra Codacons e legali, 50 famiglie stanno provando a risolvere in via alternativa quella che definiscono «l’ ennesima ingiustizia»; una grana che sfila su una passerella già inondata da altri problemi, più volte recriminati. Perché nulla di concreto è stato fatto per togliere dall’ isolamento la borgata, se non annunci annacquati. «Una delle tante priorità è il rifacimento del manto stradale, per scongiurare altri incidenti mortali, ma nulla. A due passi dalle nostre abitazioni ci sono due cave e nell’ aria c’ è presenza massiccia di particelle pericolose per la salute. Ci sono residui di capannoni crollati, balle di paglia ammuffite e ratti e insetti dappertutto», elencano, ormai disillusi anche nelle aspettative, dal comitato “pro-Murg etta” costituitosi per provare a denunciare la valanga di inefficienze.
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