28 Marzo 2014

«Danni d’ immagine»: Mps chiede 30 milioni al Codacons

«Danni d’ immagine»: Mps chiede 30 milioni al Codacons

SIENA Potrebbero servire ancora un paio di udienze al gup del tribunale di Siena Monica Gaggelli per decidere se rinviare a giudizio, come chiesto dai pm titolari dell’ inchiesta su Banca Monte dei Paschi, gli 8 imputati e la banca d’ affari JP Morgan. L’ udienza che si è svolta ieri, sull’ acquisizione di Antonveneta, non è stata sufficiente neppure a decidere sull’ ammissibilità delle parti civili. Tante le eccezioni delle difese. Un’ udienza ravvivata dalla notizia resa nota dai legali di Codacons, di un atto di citazione presentato da Mps al tribunale di Roma con il quale l’ istituto senese chiede «almeno 30 milioni di euro» per danni di reputazione e di immagine a Codacons. «Una decisione abnorme» e anche «l’ ennesimo atto di intimidazione contro chi difende i consumatori e gli azionisti», ha commentato subito l’ associazione che, dopo quella di Tod’ s (Della Valle ha chiesto 36 milioni per la vicenda legata al Colosseo) si troverà ora a dover affrontare un altro colosso in tribunale. Il presidente del Monte, Alessandro Profumo, ha deciso di procedere dopo «gli attacchi gravissimi e irresponsabili» fatti da Codacons nel 2013 sui Monti Bond e, soprattutto, durante l’ assemblea degli azionisti del 28 dicembre scorso. L’ associazione considera la richiesta danni «un abuso del diritto e un chiaro tentativo di chiudere la bocca» e oggi, anche con l’ aiuto di alcune vignette, lancerà un appello ai cittadini per raccogliere fondi per pagare Mps e Tod’ s, qualora i tribunali dovessero dare loro ragione. Nessuno degli otto imputati (l’ ex presidente di Mps Giuseppe Mussari, l’ ex dg Antonio Vigni, Daniele Pirondini, Raffaele Giovanni Rizzi, gli ex componenti del collegio sindacale Tommaso Di Tanno, Piero Fabretti e Leonardo Pizzichi, l’ avvocato Michele Crisostomo e la banca JP Morgan) era in aula. Secondo l’ accusa sarebbero colpevoli, a vario titolo, di manipolazione del mercato, ostacolo all’ autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali. Mussari è accusato anche di insider trading. Nelle prossime udienze, fissate per il 15 e 16 aprile, il gup deciderà sull’ ammissibilità delle parti civili, e se chiamare Mps a rispondere come responsabile civile (richiesta presentata da uno dei legali di alcuni piccoli azionisti). Intanto, a palazzo Sansedoni, sede della Fondazione Mps, è proseguito il lavoro degli ispettori della Consob che l’ altro ieri si sono presentati insieme alla Guardia di finanza per avviare un’ ispezione con al centro l’ operatività del titolo Mps dai primi di marzo fino alla vendita di un rilevante pacchetto da parte dell’ ente, sceso ora al 12% nel capitale della banca. La presidente della Fondazione Mps, Antonella Mansi nel mese di novembre aveva presentato ai pm un esposto, contro ignoti, per insider trading.

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