Profumo chiede i danni al Codacons
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fonte:
- Il Gazzettino
SIENA – Potrebbero servire ancora un paio di udienze al gup del tribunale di Siena Monica Gaggelli per decidere se rinviare a giudizio, come chiesto dai pm titolari dell’ inchiesta su Banca Monte dei Paschi, gli 8 imputati e la banca d’ affari JP Morgan. L’ udienza svoltasi ieri, la seconda per il filone principale, sull’ acquisizione di Antonveneta, non è stata sufficiente neppure a decidere sull’ ammissibilità delle parti civili. Un’ udienza ravvivata dalla notizia resa nota dai legali di Codacons, di un atto di citazione presentato da Mps al tribunale di Roma con il quale l’ istituto senese chiede «almeno 30 milioni di euro» per danni di reputazione e di immagine a Codacons. «Un atto di intimidazione contro chi difende i consumatori e gli azionisti», ha commentato subito l’ associazione che, dopo quella di Tod’ s (Della Valle ha chiesto 36 milioni per la vicenda legata al Colosseo) si troverà ora a dover affrontare un altro colosso in tribunale. Il presidente del Monte, Alessandro Profumo, secondo quanto si legge nelle oltre 100 pagine dell’ atto, ha deciso di procedere dopo «gli attacchi gravissimi e irresponsabili» fatti da Codacons nel 2013 sui Monti Bond e, soprattutto, durante l’ assemblea degli azionisti del 28 dicembre scorso. Nessuno degli otto imputati (l’ ex presidente di Mps Giuseppe Mussari, l’ ex dg Antonio Vigni, Daniele Pirondini, Raffaele Giovanni Rizzi, gli ex componenti del collegio sindacale Tommaso Di Tanno, Piero Fabretti e Leonardo Pizzichi, l’ avvocato Michele Crisostomo e la banca JP Morgan) era in aula. Secondo l’ accusa sarebbero colpevoli, a vario titolo, di manipolazione del mercato, ostacolo all’ autorita» di vigilanza, false comunicazioni sociali. Mussari è accusato anche di insider trading.
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