Lorenzin: “Da alcune procure sentenze contro la scienza”
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fonte:
- La Stampa
Dopo le sentenze pro-Stamina le indagini sui vaccini a rischio autismo. Beatrice Lorenzin stavolta non ci sta e attacca senza tanti giri di parole i magistrati che si improvvisano scienziati. «Alcune procure continuano ad emettere sentenze che vanno contro l’ evidenza scientifica», ha tuonato la titolare della salute commentando la decisione del procuratore di Trani di aprire un’ indagine contro ignoti per lesioni colpose gravissime. In attesa di scoprire se esiste un nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino, contro morbillo, parotite e rosolia e l’ insorgenza di autismo e diabete mellito. Un legame, quello tra vaccini e sindrome autistica, sempre smentito dalla comunità scientifica e dall’ Organizzazione mondiale della sanità (l’ Oms), ma che già nel 2012 portò a una condanna di risarcimento a carico del Ministero della salute da parte del Tribunale di Rimini. Lo stesso Oms lo scorso anno ha pubblicato un documento dove si rivela che ogni 160 vaccinazioni si ha un caso non di autismo vero e proprio ma di «disordini dello spettro autistico». Insomma, niente evidenze scientifiche. Quelle che «non fanno i tribunali ma gli scienziati», ha rimarcato la Lorenzin, ricordando che i bambini non vaccinati «si espongono a rischi altissimi di malattie invasive, che soprattutto nell’ infanzia possono provocare danni irreparabili». Parole definite “gravissime” dal Codacons, che annuncia ricorso al Tar per sospendere la somministrazione del vaccino.Se la magistratura che fa scienza anziché giurisprudenza non piace alla Lorenzin, alle toghe pensa comunque di rivolgersi il Ministro per chiedere a Roche e Novartis il rimborso al servizio sanitario nazionale delle centinaia di milioni di euro persi per rimborsare il costoso Lucentis al posto del dieci volte più economico Avastin. Una carta che il dicastero è pronto a giocare se i rilievi dell’ Antitrust verranno confermati. Tutto questo in attesa di un parere del Consiglio superiore di sanità che dovrà sciogliere il dilemma sulla equivalenza o meno dei due farmaci. Nessun interesse penale invece per la questione droghe. «Ma dal punto di vista sanitario la distinzione tra pesanti e leggere non esiste, anche perché dagli spinelli con 5-7% di principio attivo si è passati a quelli super di oggi che ne contengono il 40-50», ha ricordato ieri il Ministro a un gruppo di liceali romani. Ai quali ha confidato: «Non mi sono mai drogata per paura».
paolo russo
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