26 Marzo 2014

Commercio, Istat: a gennaio crescita zero e alimentari in stallo

Commercio, Istat: a gennaio crescita zero e alimentari in stallo

A gennaio commercio ancora fermo e alimentari in stallo. Le vendite al dettaglio segnano infatti una “crescita zero” rispetto a dicembre dello corso anno, mentre scendono dello 0,9% rispetto a gennaio 2013, sintesi di flessioni dello 0,1% per le vendite di prodotti alimentari e dell’ 1,3% per quelle di prodotti non alimentari. L’ indice delle vendite al dettaglio segnala una variazione nulla rispetto a dicembre mentre continua la crisi dei piccoli negozi: si compra sempre più spesso nei discount. Lo comunica oggi l’ Istat. Nel confronto con dicembre 2013, a gennaio 2014 le vendite di prodotti alimentari mostrano una variazione nulla, quelle di prodotti non alimentari diminuiscono dello 0,1%. Rispetto a gennaio 2013, l’ indice grezzo del totale delle vendite segna una flessione dello 0,9%, sintesi di flessioni dello 0,1% per le vendite di prodotti alimentari e dell’ 1,3% per quelle di prodotti non alimentari . Per questi ultimi, a gennaio si registrano variazioni tendenziali negative in quasi tutti i gruppi di prodotti, con l’ eccezione di quelli relativi a Prodotti di profumeria, cura della persona (+1,7%) e Dotazioni per l’ informatica, telecomunicazioni, telefonia (+0,2%) . Le flessioni di maggiore entità riguardano, invece, i gruppi Cartoleria, libri, giornali e riviste (-3,0%), Foto-ottica e pellicole, supporti magnetici, strumenti musicali (-2,6%) e Prodotti farmaceutici (-2,2%) . Come evidenziato già da precedenti rapporti Istat, a “tenere” nelle vendite sono soprattutto la grande distribuzione e i discount. Nella Gdo le vendite aumentano, su base annua, dello 0,9% per i prodotti alimentari e dell’ 1,2% per quelli non alimentari, mentre nei piccoli negozi le vendite segnano un calo del 2,9% per i prodotti alimentari e del 2,3% per quelli non alimentari. Per gli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare si registrano variazioni positive per tutte le forme di vendita: +3,1% per i discount , +0,6% per gli ipermercati e +0,2% per i supermercati. La caduta delle vendite alimentari si protrae ormai dal 2007, afferma il Codacons, sottolineando che ormai gli italiani sono a “dieta forzata”. Per l’ associazione i dati Istat confermano le difficoltà delle famiglie ad arrivare a fine mese e la conseguente caduta dei consumi: “Le vendite, infatti, scendono nonostante incorporino sia la dinamica delle quantità che dei prezzi. Se si considera che a gennaio i prezzi erano saliti dello 0,2% rispetto al mese precedente e dello 0,7% nei confronti di gennaio 2013 è evidente che le vendite al dettaglio diminuiscono in termini quantitativi anche rispetto a dicembre 2013. Sconcertante – prosegue il Codacons – il dato delle vendite dei prodotti alimentari, non tanto per la diminuzione registrata, in sé lieve, quanto perché, ormai, la caduta dura dal 2007. E’ da allora che gli italiani proseguono la loro dieta forzata, nonostante il cibo sia il bene necessario per eccellenza e quello più difficilmente comprimibile”. Altro elemento ormai costante è la crisi delle vendite nei piccoli negozi, mentre aumentano contemporaneamente i discount alimentari. Per Coldiretti , ormai molti negozi tradizionali stanno chiudendo e questo, “oltre ad effetti economici ed occupazionali, ha un impatto negativo legato alla riduzione dei servizi di prossimità, ma anche all’ indebolimento del sistema relazionale, dell’ intelaiatura sociale e spesso anche della stessa sicurezza sociale dei centri urbani”. Commentano gli agricoltori: “Siamo di fronte agli effetti della crisi che porta a dire addio al negozio di fiducia con quasi la metà degli italiani (47%) si reca in diversi esercizi commerciali per acquistare il prodotto che cerca dove costa meno, magari aiutati da internet e volantini sui quali è guerra nel pubblicizzare offerte speciali e sconti. Con il 71% dei consumatori che dichiara di confrontare con più attenzione rispetto al passato i prezzi, gli italiani – sottolinea la Coldiretti – sono costretti a trasformarsi in veri detective della spesa: il 62% va a caccia delle offerte speciali 3 per 2 e degli sconti e il 42% cerca sempre e comunque i prodotti che costano meno . Le difficoltà economiche hanno costretto molti italiani a tagliare la spesa alimentare e a preferire l’ acquisto di alimenti più economici prodotti spesso a prezzi troppo bassi per essere sinceri, che rischiano di avere un impatto sulla salute”.

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