Multe per il ticket scaduto: è caos
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fonte:
- Messaggero Veneto
Il chiarimento del Ministero dei trasporti sul fatto che non c’ è multa per chi prolunga la sosta nelle strisce blu oltre l’ orario per il quale ha regolarmente pagato, «non basta» per il Codacons, che chiede al Dicastero anche di «spiegare che fine fanno le multe nulle date negli ultimi 60 giorni, ossia quelle che l’ automobilista può ancora far annullare presentando ricorso al prefetto o al giudice di pace e che fine fanno i soldi indebitamente incassati dai comuni in tutti questi anni». «Per il Codacons tutte le multe comminate negli ultimi 60 giorni vanno annullate d’ ufficio dai Comuni che le hanno emesse, altrimenti potrebbero essere ipotizzati i reati di abuso ed omissioni di atti d’ ufficio», spiega una nota dell’ associazione. L’ associazione, che sta già presentando centinaia di ricorsi per conto degli automobilisti multati, sta studiando anche la possibilità di un’ azione collettiva per il recupero delle somme già versate. Per il Codacons, infine, il ministero ha il «dovere d’ ufficio di emanare apposita circolare per disciplinare come recuperare queste somme e non può lasciare ad ogni Comune totale libertà su come agire». di Renato D’ Argenio Caos multe per chi sfora l’ orario nelle strisce blu. Ieri il Ministero dei Trasporti si è allineato al parere degli Interni, confermando la tesi secondo cui non c’ è multa per chi sfora. Tesi contestata dal Comune di Udine – e da molti altri enti italiani – proprio in virtù di interpretazioni del Mit e di alcune sentenze. Una situazione ingarbugliata destinata, comunque, ad aprire una nuova fase. Per adesso, per evitare di ritrovarsi il foglietto rosa sul cruscotto, è meglio attendere un parere definitivo da parte del consiglio dei ministri. Se dovesse essere confermata la linea morbida l’ automobilista in difetto pagherà soltanto la differenza, più un’ eventuale penale da stabilire con regolamento comunale, naturalmente, secondo le indicazioni e le limitazioni fornite dal codice civile e dal codice del consumo (10 per cento). Si badi bene: paga la multa, invece, chi non espone proprio il ticket. Inutile dire che la nuova strada non convince le amministrazioni comunali e le società che gestiscono gli spazi blu. E se Torino vuole un ulteriore parere al ministro dell’ Interno, Angelino Alfano, Udine chiede la conferma dal dal presidente del consiglio, Matteo Renzi. «Ho letto dai giornali la risposta all’ interrogazione parlamentare – attacca l’ assessore alla Viabilità, Enrico Pizza -. In attesa di leggere attentamente la risposta ufficiale del Ministero dei Trasporti, chiederò al comandante della Polizia locale di presentare un’ istruttoria urgente per la giunta in modo da affrontare la questione. Il Comune ha il dovere di rispettare la legge per primo, pertanto tutto quello che un rappresentante del Governo dichiara in una sede parlamentare va rispettato. Tuttavia, poiché si è discusso anche di una diversità interpretativa tra il Ministero dei Trasporti e quello degli Interni, che è quello competente per le sanzioni sul codice della strada, credo che l’ ultima parola spetti al consiglio dei ministri e al presidente del consiglio Matteo Renzi. Questo è un piccolo caso italiano dove è fatta una legge e poi ci si perde nei mille rivoli dei risvolti interpretativi. E i piccoli Comuni restano con il cerino in mano. Quindi aspettiamo di sapere da Roma che cosa devono fare i Comuni d’ Italia, presi tra normative complicate, pesanti vincoli di bilancio e i cittadini che chiedono a noi, e non a Roma, i chiarimenti». La diversa interpretazione cui fa riferimento Pizza, e con lui molti assessori e sindaci d’ Italia, è del ministero dell’ Interno del 2003, un parere che dice il contrario. Su questo, il Ministero dei Trasporti ha, però, risposto che «non risulta alcuna situazione di conflitto interpretativo con il ministero dell’ Interno: quest’ ultimo, infatti – precisa il Mit – in seguito a un riesame della propria posizione espressa nel 2003, ha nel 2007 condiviso la disamina della tematica svolta dal Mit ed emesso nel 2010 una serie di pareri in tal senso, condivisi dal Servizio della Polizia stradale del Dipartimento di pubblica sicurezza». E su come recuperare i mancati pagamenti, il Ministero dei trasporti spiega ancora che «le amministrazioni locali possono affidare al gestore del servizio le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese e le penali, da stabilire con apposito regolamento comunale, secondo le indicazioni e le limitazioni fornite dal codice civile e dal codice del consumo». «Niente multa, insomma – ribadisce il Mit -, perché in materia di sosta, gli unici obblighi previsti dal Codice sono quelli indicati dall’ articolo 157, comma 6, e precisamente l’ obbligo di segnalare in modo chiaramente visibile l’ orario di inizio della sosta, qualora questa sia permessa per un tempo limitato, e l’ obbligo di mettere in funzione il dispositivo di controllo della durata della sosta, ove questo esista; la violazione di tali obblighi comporta la sanzione prevista dal medesimo articolo 157, comma 8, del codice medesimo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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