22 Marzo 2014

Strisce blu e sosta oltre l’ orario a rischio ricorso 5mila multe

Strisce blu e sosta oltre l’ orario a rischio ricorso 5mila multe

Niente multa per chi sosta sulle strisce blu oltre l’ orario pagato. A dirlo non è un automobilista accanito o qualche fanatico dei motori, ma il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Niente sanzione, spiegano dal dicastero retto da Maurizio Lupi, visto che «nel caso di sosta tariffata, il pagamento in misura insufficiente non costituisce violazione di una norma di comportamento, ma configura unicamente una “inadempienza” contrattuale». Insomma, l’ inadempienza non implica una multa, ma (solo) «il saldo della tariffa non corrisposta». In via Donegani, sede del comando della Polizia Municipale, per ora preferiscono restare prudenti. «Stiamo approfondendo la questione» spiega il comandante Roberto Novelli. Ma se questa linea dovesse essere confermata, il rischio è quello di una pioggia di ricorsi. Da inizio anno i verbali staccati perché l’ orario del parcometro era scaduto, sono stati 4.655, per 89mila euro d’ incasso. Nell’ arco di un anno si può immaginare che questo tipo di sanzioni si aggiri attorno alle 20mila. Il Codacons ha già chiesto di annullare le multe degli ultimi due mesi, ma sta anche preparando ricorsi per conto degli automobilisti multati e pensando a un’ azione collettiva per recuperare le somme versate negli scorsi anni. Insomma, si rischia un bel caos. La querelle, va detto, va avanti da tempo. Il caso era già stato sollevato dalla «Iene» nel 2011. Nel mezzo interpretazioni normative diverse tra Ministero dell’ Interno, secondo il quale, in base a un parere del 2003, le multe vanno date, e Ministero delle Infrastrutture, che non vede nel parcometro scaduto una violazione al codice della strada ma un semplice sgarro contrattuale. Giovedì, però, il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Umberto Del Basso De Caro ha gelato i Comuni e dato ragione agli automobilisti. Rispondendo a un’ interrogazione sul tema, alla Camera, ha dato risposte nette e precise. Il Ministero, ha spiegato Del Basso De Caro, ha «ripetutamente espresso il parere che, nel caso di sosta illimitata tariffata, il pagamento in misura insufficiente non costituisce violazione di una norma». Gli unici obblighi previsti dal Codice della Strada in materia di sosta sono quelli indicati dall’ articolo 157, comma 6, che si limita a indicare «l’ obbligo di segnalare in modo chiaramente visibile l’ orario di inizio della sosta». Le sanzioni scattano se non si fa il biglietto al parcometro o se ci si dimentica di esporlo sul cruscotto. Non se scade l’ orario per il quale si è pagato. «Il protrarsi della sosta oltre il termine per il quale è stato effettuato il pagamento – ha ribadito il sottosegretario – non si sostanzia in alcuna violazione di obblighi previsti dal Codice». Ecco perché il Ministero parla di semplici «inadempienze contrattuali». Il tema è piuttosto un altro: come recuperare i mandati pagamenti? Secondo il Ministero le amministrazioni locali possono affidare al gestore del servizio «le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie, ivi compresi il rimborso delle spese e le penali, da stabilire con apposito regolamento comunale». In sostanza la Loggia perderebbe le multe e i suoi incassi (la singola sanzione ammonta a 25 euro, 17,50 se si paga entro 5 giorni), ma dovrebbe recuperare le tariffe per quel surplus di tempo oltre il quale si è lasciata l’ auto sulle strisce blu. Secondo il Codacons «i vigili dovrebbero mettere sul cruscotto un avviso con bollettino postale, indicando un importo esattamente pari alla differenza tra il ticket pagato e quello da pagare. Solo se il consumatore non paga in tempo utile ed il Comune è costretto a notificare l’ inadempienza, allora potranno essere addebitate le spese di notifica». Si vedrà. Il Ministero ha anche smentito interpretazioni diverse rispetto al Viminale: «Non risulta alcuna situazione di conflitto : il Ministero dell’ Interno, infatti, in seguito a un riesame della propria posizione del 2003, ha successivamente (nel 2007) condiviso la disamina svolta dal Ministero delle Infrastrutture ed emesso (nel 2010) una serie di pareri in tal senso». Negli uffici della Municipale di Brescia, come in quelli di molte altre città, la cosa ha creato non poco scompiglio. «Stiamo facendo un approfondimento – spiega il comandante Novelli – ci sono le circolari citate dal Ministero ma ci sono anche sentenze della Cassazione che ritengono lecite le sanzioni. Stiamo aspettando che anche l’ Anci prenda posizione». Una variabile potrebbe essere il riferimento alla «sosta illimitata tariffata»: per esempio ci sono zone della città dove si può lasciare l’ auto sulle strisce blu tutto il giorno, altre dove c’ è il «limite» di tre ore. «Speriamo in una risposta univoca del Governo che ci dica come ci dobbiamo comportare – spiega Novelli – Se ci dovremo adeguare, ci adegueremo». Va detto che nella serata di ieri l’ Anci ha definito «inesatta e difforme dal dato normativo» la comunicazione del Ministero. Ma è stato lo stesso Lupi a replicare: «Ai comuni chiediamo di rispettare le regole che il codice della strada prevede. Non serve una norma, perché abbiamo verificato che l’ interpretazione della norma è chiara e quindi il caso è chiuso. Per una volta non complichiamo la vita ai cittadini».
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