Tasi , Padova tra le più care d’ Italia
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fonte:
- Il Gazzettino
La Tasi (il nuovo tributo sui servizi indivisibili) sulle seconde case supererà i 2 mila euro nelle dieci città più care, secondo le previsioni del centro ricerche Creef-Federconsumatori. La Tasi (per Federconsumatori «una vera e propria simil-Imu») potrebbe toccare 4.005 euro a Roma, 3.204 euro a Torino e 2.789 euro a Bologna. Sopra quota 2 mila euro (per una casa A2 di 100 metri quadri) sarebbero anche Milano, Padova, Firenze, Venezia, Massa Carrara, La Spezia e Siena. Ipotizzando che i Comuni adottino l’ aumento dello 0,8 per mille, nelle città capoluogo si pagheranno in media 1425,13 euro con un rincaro di 106,1 euro rispetto all’ Imu 2013 e di 125 euro rispetto al 2012. Se, al contrario, i Comuni lasceranno l’ aliquota per le prime case al 2,5 per mille, come richiesto dall’ associazione, l’ importo medio sarà di 231,71 euro, con un risparmio di 50 euro rispetto al 2012 per una famiglia di tre persone in una casa A2 di 100 metri quadri. «La nuova Tasi nasconde non poche beffe per i cittadini. La prima riguarda le famiglie meno abbienti che, grazie alle detrazioni, non pagavano l’ Imu e ora con molte probabilità si troveranno a far fronte a importi non indifferenti; – afferma il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti – la seconda riguarda gli inquilini. Le famiglie in affitto non pagavano l’ Imu e si troveranno da un giorno all’ altro a pagare la Tasi (dal 10 al 30%)». Anche Codacons rincara la dose: «In assenza di detrazioni, la Tasi produrrà una stangata per le famiglie meno agiate. Anche senza innalzare ulteriormente l’ aliquota della Tasi dal 2,5 al 3,3 per mille, pagheranno di più tutte le famiglie con una rendita catastale inferiore a 793 euro». Dal canto suo, l’ Ascom di Padova si appresta a spedire a tutti i sindaci padovani una lettera per indurli «a più miti consigli in materia di tassazione locale». Entro il prossimo 30 giugno, infatti, le amministrazioni municipali dovranno approvare i nuovi regolamenti sui tributi locali, ma per i Comuni che andranno al voto amministrativo di maggio il termine ultimo è il 29 aprile. «Con i bilanci disastrati che si ritrovano ? spiega il direttore Ascom, Federico Barbierato – Imu, Tasi e Tari (la tassa sui rifiuti) rischiano di diventare il modo più semplice per fare cassa. Ma sulla Tasi, ad esempio, noi siamo convinti che i regolamenti dovrebbero prevedere l’ azzeramento dell’ aliquota da applicare agli immobili strumentali».
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