Esami falsati, 21mila pazienti coinvolti a Milano: per molti necessario ripetere il test
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fonte:
- Repubblica.it
Solo a Milano sono almeno 21 mila, soltanto considerando i tre principali ospedali coinvolti, i pazienti interessati dal caso dei test falsati per la rilevazione del paratormone, un regolatore dei livelli di calcio nel sangue. Dopo l’ allarme lanciato nei giorni scorsi dall’ ospedale Maggiore di Crema (ha segnalato circa 2.500 pazienti per i quali bisogna valutare la necessità di rifare l’ esame), le stime sulle persone sottoposte alle analisi nell’ ultimo anno (periodo in cui sono stati impiegati i kit poi ritirati dalla Abbott, la multinazionale americana produttrice) sono ancora in via di definizione, ma le cifre appaiono ben superiori a quelle circolate nelle ultime ore. Soltanto in Lombardia, secondo le informazioni disponibili al momento, i test venivano utilizzati in cinque aziende ospedaliere pubbliche (gli ospedali di Montichiari ed Esine in provincia di Brescia, l’ ospedale di Sondrio e il Fatebenefratelli di Milano), più una dozzina di altri centri fra i quali due grossi Irccs privati milanesi: il San Raffaele e l’ Humanitas. I pazienti sottoposti all’ analisi inattendibile all’ Humanitas di Rozzano sono circa 1.900, al San Raffaele 18 mila e al Fatebenefratelli circa 1.100. Almeno una parte di loro dovrà sicuramente ripetere l’ esame. Dalle strutture contattate si spiega che il numero dei pazienti sottoposti in un anno al test difettoso è molto variabile da un ospedale all’ altro, anche di grandezza confrontabile, perchè il problema ha riguardato soltanto alcuni lotti del kit diagnostico e non tutti i centri hanno iniziato a utilizzarlo un anno fa. Chi prima ha cominciato, dunque, più pazienti ha sottoposto all’ esame inattendibile. Dal Pirellone ribadiscono che la Regione sta costantemente monitorando la situazione, anche per definire l’ entità economica del danno di cui rivalersi. Ma Lombardia a parte, resta ancora da capire la dimensione del caso a livello nazionale. Per far luce su questo punto, Cinzia Fontana del gruppo Pd alla Camera ha depositato nei giorni scorsi un’ interrogazione al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Anche il Codacons evidenzia la necessità di completare al più presto la lista degli ospedali che hanno usato il kit, e invita il ministro a inviare in tutte queste strutture ispettori e Nas. Nel frattempo, gli ospedali milanesi coinvolti stanno diffondendo informazioni per tranquillizzare i cittadini sulla vicenda. Sul sito dell’ Irccs Humanitas di Rozzano, per esempio, si precisa che “non appena avuta la notizia Humanitas ha immediatamente sospeso l’ utilizzo del kit e lo ha sostituito con un altro test diagnostico. L’ ospedale ha inoltre avviato la verifica dei database dei pazienti sottoposti al test, e sta contattando i medici che li avevano prescritti per attivarli nella comunicazione ai loro pazienti. A tutti è offerta la possibilità di ripetere il test con un altro kit diagnostico. Humanitas specifica inoltre che il test oggetto di richiamo non è comunque mai determinante di per sè per la diagnosi e terapia, che viene sempre associata ad altri parametri clinici e diagnostici”. Anche dal Fatebenefratelli fanno sapere che, dal momento in cui Abbott ha comunicato il problema, a tutti i pazienti per i quali si sospettavano risultati falsati è stato offerto un nuovo test del paratormone.
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