Consumatori in trincea «Tosi copi da Variati» Gli stalli blu Lo scontro Ma i vigili si riuniscono «Avanti con le multe»
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fonte:
- Corriere del Veneto
VERONA – «Nessun dubbio, si va avanti con la linea di sempre». Forte del Codice della strada, ma non solo, anche di alcune sentenze della Cassazione e della Corte dei Conti della Regione Lazio, il comandante della polizia municipale, Luigi Altamura ribadisce: «Le multe sugli stalli blu si devono pagare. Anzi, come agenti di polizia noi siamo obbligati a far rispettare le regole, il che significa che se c’ è un’ irregolarità occorre sanzionarla». Insomma, se «scade» il bigliettino che certifica il pagamento della sosta sugli stalli blu, altro che accontentarsi della differenza, la multa è inevitabile. Il tema, mai così controverso dopo i pareri contrastanti arrivati dal ministero dei Trasporti, da un lato, e dal ministero dell’ Interno, dall’ altro, è stato trattato al corso di alta formazione sul Codice della Strada, organizzato dall’ Ipa, l’ associazione internazionale delle forze di polizia e tenutosi a San Bonifacio, nel Veronese. Presenti vigili da tutta Italia, con una rappresentanza della polizia di Roma Capitale, così come agenti della polizia di Stato e militari dell’ Arma dei Carabinieri. Molti i temi affrontati, dalle multe a seguito di segnalazioni giunte via Twitter (le grandi città stanno segnando veri e propri record) alle problematiche legate alla privacy, in caso di videoregistrazioni e di fotosegnalazioni. Verso la fine, «l’ elefante nella stanza»: che fare con i parcheggi «scaduti» sugli stalli blu? A sollevare la questione era stato il ministero dei Trasporti, sostenendo con un parere specifico che vanno richieste solo le differenze, in caso di ritardo e sempre che sia stato effettuato il pagamento. Ma la risposta, per le forze di polizia è chiara: c’ è una gerarchia delle fonti giuridiche da rispettare e il Codice della strada ha la precedenza sul parere. I vigili citano l’ articolo 7, comma 15, che prevede una multa di 25 euro per ogni periodo di trasgressione (può essere addirittura una mezzora). «Non solo – spiega Altamura – c’ è una chiara sentenza della Cassazione che conferma che la sanzione da applicare è esattamente la stessa prevista dal codice. Un’ importante conferma è quella che arriva dal prefetto di Venezia e coordinatore delle prefetture venete, Domenico Cuttaia, che nell’ intervista al Corriere del Veneto ha ribadito come «non saranno accettati i ricorsi per questo tipo di sanzioni». Come se non bastasse, una pronuncia della Corte dei Conti del Lazio è arrivata addirittura a tacciare un comune di danno erariale, in caso non venga prevista la sanzione. A mancare non è tanto l’ introito delle multe vere e proprie, quanto il costo per il recupero del credito. Senza la multa, ovvero un atto giudiziario, i comuni dovrebbero ricorrere alla posta ordinaria, pagando, insomma, i francobolli. «Ci stanno giungendo molte richieste da parte degli utenti – conclude Altamura – stiamo rispondendo a tutte le mail. C’ è preoccupazione, però, perché sta passando il messaggio che la sosta in eccedenza si può anche non pagare per poi fare ricorso. Temo che questa strategia potrebbero pagarla gli automobilisti». Davide Orsato RIPRODUZIONE RISERVATA.
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