«Sostare, multe da annullare» No del Comune
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fonte:
- La Sicilia.it
Secondo il Codacons, che notoriamente si occupa di difendere i diritti dei consumatori, le multe elevate per divieto di sosta sugli strisce blu per aver sforato l’ orario indicato sul ticket sono nulle. In pratica, quando paghiamo ed esponiamo regolarmente sul cruscotto il biglietto emesso dal parcometro, non possiamo essere multati per divieto di sosta se arriviamo in ritardo e facciamo scadere il tempo indicato. Infatti, sostiene il Codacons, secondo una nota del ministero dei Trasporti (protocollo n. 25783 del 22 marzo 2010) può essere chiesta solo la differenza tra i due importi e non una sanzione amministrativa. Se fosse davvero così, migliaia di automobilisti potrebbero presentare ricorso e chiedere ai Comuni di essere risarciti a partire proprio dal marzo di 4 anni fa. Il risultato sarebbe un caos giudiziario e il rischio di bancarotta per le casse degli enti. Ma a Catania né il Comune né la società Sostare sembrano preoccupati. «La nota del ministero alla quale fa riferimento il Codacons – dice l’ assessore al Bilancio e alle Aziende partecipate, Giuseppe Girlando – altro non è che un parere non vincolante e, se mi è consentito, poco motivato di una commissione. Finora non ha avuto alcuna applicazione pratica ed è stata peraltro smentita da una sentenza della Corte dei conti del Lazio (n. 888 del 2012, ndr.) che intima ai Comuni di procedere con la sanzione per non procurare un grave danno erariale all’ ente. Dunque, tra una sentenza certa e un parere, credo non possano esserci dubbi». Dello stesso avviso anche il responsabile commerciale di Sostare, Gaetano Garufo. «Il parere non è vincolante ma, ammesso lo fosse, non spetterebbe all’ azienda partecipata modificare le regole. Dovrebbe essere il Comando di polizia municipale a ordinare la nuova procedura. Ricordo infatti che i proventi delle multe li intasca il Comune, quelli della penale vanno invece alla società». Il Codacons, però, insiste, sostenendo che «la giurisprudenza di legittimità e di merito si è già pronunciata» (sentenza Corte di Cassazione n. 9738/2000 e n. 3961/1989): “È del tutto evidente che il conducente del veicolo è solo tenuto al pagamento del parcheggio impegnato per il tempo, calcolato ad ora o frazione di essa, ma certamente non è passibile di sanzione amministrativa per una violazione che non ha commesso, né prevista e neppure sanzionata dal Codice della strada”. Ecco perché l’ associazione dei consumatori rincara la dose e sostiene che «tutte le multe comminate negli ultimi 60 giorni vanno annullate d’ ufficio dai Comuni che le hanno emesse, eventualmente inoltrando la richiesta alle Prefetture competenti per territorio. Se non lo facessero, potrebbero essere ipotizzati i reati di abuso e omissioni di atti d’ ufficio».
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