Mercato della casa a picco: indietro di trent’ anni
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fonte:
- Il Giornale
Le compravendite immobiliari giù del 9,2% nel 2013. Colpa di fisco e disoccupazione Milano Mercato immobiliare in caduta libera, ai minimi da trent’ anni:solo 403mila le compravendite di case nel 2013, al di sotto dei livelli del 1985. Rispetto al 2012 il calo è del 9,2%, ma il valore totale delle abitazioni scambiate è sceso ancora di più: ha perso infatti il 10,7%, scivolando a quota 66,8 miliardi. È quanto emerge dall’ Osservatorio del mercato immobiliare Omi dell’ Agenzie delle entrate. Le ragioni sono fin troppo note, a partire dalla mancanza di lavoro, soprattutto fra i giovani, per arrivare al credit crunch , che penalizza i mutui, e naturalmente alla morsa del fisco: dall’ Imu alla Tasi, il mattone è utilizzato come un bancomat sempre disponibile, e il mercato si deprime. Così, la casa di proprietà, da sempre considerata dagli italiani la miglior garanzia per il futuro, oggi è spesso un sogno impossibile, per chi vorrebbe comprare, e un problema, per chi vorrebbe vendere ma non riesce. Infatti, parallelamente alle compravendite, calano anche i mutui: le case comprate con questo tipo di finanziamento sono diminuite del 7,7% nel 2013 rispetto all’ anno precedente. E diminuiscono perfino gli acquisti di abitazioni in «nuda proprietà», extrema ratio per molti anziani a cui la pensione non permette di sostenere spese e tasse: nonostante i prezzi più bassi, questo tipo di vendita- che consente al vecchio proprietario di mantenere l’ usufrutto dell’ abitazione a vita- è in calo dell’ 11,6%, quindi superiore, sia pure di poco, alla diminuzione delle compravendite «tradizionali». «In un contesto economico in cui le famiglie non hanno più soldi per mangiare- osserva il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – e i consumi alimentari registrano un calo nel 2013 pari a 3,6 miliardi di euro, i dati negatividel mercato immobiliare non stupiscono affatto ». Anche se, considerando il totale delle compravendite quindi non solo le abitazioni- la caduta è meno drammatica:- 8,9%,che nell’ ultimo trimestre frena a -7,5%. In un panorama tutto di segno negativo, spiccano in controtendenza Milano e Bologna, le sole grandi città italiane che vedono aumentare le compravendite nel 2013, realizzando rispettivamente +3,4% e +1,5%. Anche perché i prezzi stanno scendendo: nel secondo semestre del 2013, secondo Tecnocasa, i valori sono diminuiti del 4,2% nelle metropoli, del 4,6% nell’ hinterland e del 5% nei capoluoghi di provincia.L’ analisi per aree geografiche vede inoltre una diminuzione dei prezzi del 5,1% nel Nord Italia, del 5% nel Sud Italia e del 4,7% nel Centro. E per il 2014, la stima è di una contrazione dei valori compresa tra- 4% e-2%. Un taglio drastico che potrebbe però aiutare il mercato a uscire dalla paralisi: Tecnocasa vede infatti segnali di risveglio, sia pure graduale, per il 2014. A patto però che ci siano cambiamenti sul fronte dell’ erogazione del credito, dell’ occupazione e della stabilità economica, gli elementi che più di tutti hanno inciso in questi anni sull’ andamento del mercato immobiliare. LV.
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