«La necropoli di epoca romana sotto La Rinascente sia fruibile»
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fonte:
- La Sicilia.it
La sezione catanese del Codacons Sicilia grida alla clamorosa scoperta, anche se poi, correttamente, spiega che la scoperta è avvenuta ben 55 anni addietro. Sotto l’ edificio che ospita La Rinascente, l’ unico costruito nel dopoguerra in via Etnea scempiando il prospetto dei palazzi settecenteschi e ottocenteschi della principale via di Catania, ci sono delle sepolture, degli edifici funerari del I secolo. La notizia dunque non è nuova, né sorprendente per chi conosce la storia della città e sa che in quell’ area, all’ epoca fuori città, c’ erano varie necropoli e sono state rinvenute numerose tombe ipogee. La sopresa, allora, nel 1959, quando venne demolito un palazzo antico per fare posto all’ unico edificio moderno di quel tratto di strada, fu vedere riemergere gli edifici funerari, integri, dalle fondamenta dell’ edificio demolito. Allora come oggi hanno vinto gli interessi economici e si è deciso di costruirvi sopra, di non rinunciare al progetto con l’ unica prescrizione di salvaguardare le strutture di epoca romano imperiale e di renderle visitabili. Ma visitabili non sono mai state, se non per gli studiosi. Ed è qui che s’ inserisce il Codacons lanciando, con il direttore del Dipartimento Ambiente prof. Angelo Messina l’ operazione “Tesori archeologici dimenticati” con la quale si ripromette di stimolare la riscoperta, il recupero e la fruizione del patrimonio archeologico abbandonato al degrado e all’ oblio. Dopo oltre mezzo secolo, infatti, di questi resti archeologici si è persa la memoria. «Perché la necropoli sotto La Rinascente non è fruibile? ». Il Codacons chiama in ballo la gestione del grande magazzino. «Perché La Rinanscente non ha resto fruibile la necropoli e perché la sovrintendenza non ha proceduto ai relativi controlli? ». I ruderi delle costruzioni funerarie occupano un’ area di circa m. 35 x 30, all’ angolo tra via S. Euplio e via Spedalieri (ex via Spitaleri), e prospettano e sono orientati lungo la via S. Euplio. Si tratta di circa sette edifici funerari a pianta rettangolare, databili nel primo secolo d. C.; di questi, uno presenta una serie di nicchie alle pareti. I sepolcri sono circondati da recinti nei cui pavimenti, in una seconda fase di utilizzazione, sono state individuate tombe a fossa in muratura databili tra il V ed il VI secolo d. C.
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