28 Febbraio 2014

Sui periti si scatena la protesta di Codacons: Leuzzi non sale a bordo

Sui periti si scatena la protesta di Codacons: Leuzzi non sale a bordo

PER PROTESTA nei confronti dell’ andamento del processo sul naufragio della Costa Concordia e dell’ efficacia delle operazioni peritali, il legale del Codacons ieri non è salito a bordo del relitto per il sopralluogo riguardante il generatore di emergenza e agli ascensori. Era presente sull’ isola Giuliano Leuzzi. L’ avvocato che assiste l’ associazione di consumatori – il legale che più di altri in aula, forse anche degli avvocati della stessa difesa ha voluto la verifica del diesel generatore di emergenza – ha deciso di rimanere a terra ad attendere il consulente, il professore Bruno Neri, che invece è salito sulla nave con il primo turno: cioè insieme all’ ex comandante e al suo legale, l’ avvocato Domenico Pepe. Leuzzi è rimasto a terra per tutta la mattinata. Non ha commentato più di tanto la scelta, si è limitato a ricordare che già sulla vicenda della custodia «generatore di emergenza» il Codacons aveva fatto presente che qualcosa non tornava e di recente si è scoperto che la procura di Grosseto ha aperto un’ inchiesta sulla violazione dei sigilli sul relitto. «Ci vorrà lo stesso tempo per accorgerci dei periti?». «UN PROCESSO – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – che dopo la violazione dei sigilli non ha più senso: una delle parti responsabili ha fatto e disfatto sul materiale probatorio come a casa propria. La giustizia ha fallito e accettare di fare una perizia su cose gia’ ?periziate’ privatamente da uno dei responsabili pure condannato con pena patteggiata, significherebbe rendersi corresponsabili di giustizia negata. Basti ricordare che, secondo alcune ipotesi tecniche, se il generatore di emergenza (controllato privatamente da Costa) avesse funzionato, ben quattro naufraghi non avrebbero forse fatto la fine dei topi nell’ ascensore». «SEMPLICEMENTE inaccettabile poi – continua il Codacons – l’ uscita del procuratore Verusio, che il giorno prima di effettuare gli accertamenti tecnici sul generatore di emergenza ha dichiarato che ?sicuramente nessuno è morto a causa del mancato funzionamento di esso’. Affermazione che altro non rappresenta se non un maldestro tentativo di difendere il deficitario operato della Procura, che ha appunto rigettato le richieste di apposizione di sigilli venute dal Codacons e oggi ne paga le conseguenze».

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