27 Febbraio 2014

Viale Lombardia «Lavori sospesi ma inevitabili»

Viale Lombardia «Lavori sospesi ma inevitabili»

Che il gesto eclatante di Carlo De Gaetano abbia sortito qualche effetto pratico è difficile crederlo, ma non sarà un caso che a seguito di questo episodio si è tenuto martedì pomeriggio un incontro convocato d’ urgenza dal Prefetto Angela Milasi con Anas, i titolari delle aziende della zona e i portavoce del Comitato Lombardia Sud. In questa sede i frontisti del tratto al confine con Cinisello Balsamo hanno ribadito la propria contrarietà all’ installazione delle barriere antirumore che isolerebbero totalmente le attività del controviale dalla visibilità per chi percorre la SS36. Anas ha annunciato che, per il momento i lavori sono sospesi, e già questa è una vittoria per i commercianti del posto. Solo sospesiLe barriere, è stato ribadito in quella sede, andranno installate: è una questione di sicurezza alla quale non si può prescindere nemmeno davanti ad un gesto disperato come quello di Carlo De Gaetano. Durante il vertice in Prefettura sono emerse delle aperture sulla possibilità di modificare leggermente il progetto andando a spostare le barriere di un metro verso viale Lombardia, andando ad allargare la carreggiata del controviale. Non si esclude anche il fatto che, restringendo anche il marciapiede, si possa anche recuperare lo spazio per parcheggi davanti alle attività commerciali.Chi era presente riferische che non ci sono state chiusure a priori nemmeno sulla possibilità di valutare modelli diversi di barriere con le quali si potrà mantenere la “visibilità” delle attività commerciali che danno sul controviale. Dalla prefettura poche parole: «Sono state ascoltate le richieste dei comitati e dei commercianti che il Prefetto valuterà in questi giorni». I commercianti della zona aspettavano da tempo questo incontro: «Avevamo chiesto di incontrare il Prefetto già molti mesi fa – dichiara Patrizia Ronchi, portavoce dei frontisti – ci voleva proprio un episodio tragico del genere per accelerare i tempi?». Il ComuneIl sindaco Roberto Scanagatti ha ribadito la necessità di installare le barriere antirumore: «Le barriere antisfondamento – in grado di resistere all’ urto di un tir – e antirumore, devono garantire prima di tutto la sicurezza ma anche la tranquillità dei residenti, è una decisione assunta dalle autorità statali in base alle normative sulla sicurezza stradale e previsto dal progetto di realizzazione dell’ infrastruttura, definitivo da ormai quasi dieci anni». E esprime il dispiacere per l’ episodio di lunedì sera: «È una vicenda drammatica, che poteva trasformarsi in tragedia e su cui ci si deve interrogare. Siamo sollevati per il fatto che tutti siano fuori pericolo ma preoccupati per il poliziotto ancora ricoverato. Agli agenti vanno tutta la nostra solidarietà e la nostra vicinanza – e conclude – l’ episodio è purtroppo conseguenza del gesto irresponsabile di una persona che non ha voluto accettare la indispensabile collocazione di barriere». L’ assessore alla Mobilità, Paolo Confalonieri, ha dichiarato: «L’ amministrazione comunale ha sempre dialogato con chi vive o lavora in quell’ area, negli ultimi tempi i toni si sono inaspriti. Stavamo già facendo il possibile per modificare l’ intervento, riducendo lo spazio dei marciapiedi per creare dei parcheggi davanti alle attività commerciali». È evidente che su questa vicenda esiste una spaccatura tra i residenti che spingono per avere le barriere antirumore e i commercianti che, invece, ritengono possa essere solo uno strumento dannoso per le loro attività. Ora non è detto che, dopo il lavoro dell’ amministrazione comunale, con la mediazione del Prefetto, si riesca ad intervenire su Anas per modificare leggermente il progetto originale per venire incontro alle esigenze di tutte le persone che vivono e che lavorano in questo tratto di strada all’ uscita dal tunnel. E poi CodaconsIl giorno dopo le fiamme arriva anche la presea di posizione del Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) secondo cui tutti i negozi coinvolti dai lavori di viale Lombardia devono essere risarciti perché«gravemente danneggiati dal maxi cantiere durato secoli». E poi: i danni resteranno anche «quando gli ultimi lavori di superficie saranno definitivamente completati, considerato che le auto ora passano sotto il tunnel o comunque incanalate da barriere invalicabili e l’ accesso agli esercizi commerciali è praticamente impossibile (se poi si sbaglia l’ ingresso, impossibile tornare indietro)». E quindi le cifre: per il coordinamento i fondi messi a disposizione dal Comune e dalla Regione sono «una miseria rispetto ai danni effettivamente subiti in questi anni di calvario. Il problema è che quei negozi e ditte sono sull’ orlo del fallimento e tutto possono fare, tranne assumere nuovo personale o riqualificare il negozio». n.
andrea trentini

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