26 Febbraio 2014

Disastro ambientale, rinviati a giudizio i trentotto imputati

Disastro ambientale, rinviati a giudizio i trentotto imputati

SALERNO – Ha rischiato di essere trasferito di nuovo il processo Chernobyl, approdato a Salerno dopo i sette anni trascorsi tra aule della Procura e del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Ma ieri il risultato, seppure scontato, è stato uno solo: tutti i 38 imputati nel più grande traffico di rifiuti da nord a sud sono stati rinviati a giudizio. La prima udienza si terrà il 9 aprile di fronte alla terza sezione penale del tribunale di Salerno. Il gup che ha deciso di mandarli tutti a processo è stato Dolores Zarone, lo stesso magistrato che ha rigettato la richiesta del pool difensivo degli imputati che, unito e compatto, ha tentato di ritardare ancora il corso della giustizia ritenendo competente il tribunale di Foggia. Il balletto sulla competenza territoriale ha già fatto prescrivere due capi di imputazione: lo sversamento di rifiuti illeciti e il danno ambientale e paesaggistico. Si dovrà sperare che una sentenza definitiva arrivi prima del 2025, altrimenti anche il reato più grave di disastro ambientale non sarà più perseguibile. Per ora il Codacons, come le altre associazioni costituitesi parte civile, si gode la prima vittoria. «È una grande soddisfazione se si pensa che questo era un processo destinato ad andare alle calende greche – dice il presidente Codacons, Matteo Marchetti -. Tuttavia restano ancora in piedi interrogativi importanti: che fine hanno fatto i terreni su cui sono stati sversati i rifiuti? Sono ancora sotto sequestro e se non è così, qualcuno ci ha costruito sopra? Sarebbe ancora più grave». A. C. @OREDROB: #ACAPPETTA %@% RIPRODUZIONE RISERVATA.

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