26 Febbraio 2014

Vendite al dettaglio calate del 2,1% nel 2013

Vendite al dettaglio calate del 2,1% nel 2013

ROMA In Italia non si era mai registrata una perdita nelle vendite così forte, il -2,1% segnato dall’ Istat per il 2013 non ha confronti: scorrendo la serie storica, iniziata nel 1990, non si vede un dato peggiore. Erano almeno 24 anni, ma potrebbero essere di più, che i commercianti non si trovavano di fronte a cifre simili. Da quattro anni il giro d’ affari è in calo, se si esclude la piccola pausa del 2010, eccezione che evaporerebbe facendo i calcoli al netto dell’ inflazione. Colpiscono i risultati del comparto alimentare. Gli italiani, hanno tagliato anche i prodotti della tavola, -1,1% nel 2013, non accadeva dal 2009. La spending review delle famiglie intacca pure i beni di prima necessità. Ne è una riprova il valore delle vendite per farmaci, -2,4%. I discount sono gli unici a terminare l’ anno in positivo, +1,6%, seguiti dagli esercizi specializzati +0,5%, negozi focalizzati su una singola tipologia (mobili, abbigliamento, libri). I guadagni del low cost preoccupano la Coldiretti che mette in guardia dai «prodotti offerti spesso a prezzi troppo bassi, che rischiano di avere un impatto sulla salute». Tutto il resto, compresi supermercati e ipermercati, è in perdita, a cominciare dai piccoli negozi, come le botteghe e gli alimentari sotto casa, -2,9%. Confesercenti stima come nel 2013 siano andate in fumo quasi 19mila imprese del commercio al dettaglio, più di 2mila nell’ alimentare. Confcommercio riconosce che «l’ ennesimo calo congiunturale», a dicembre, è «molto peggiore del previsto». Neppure il Natale è riuscito a spronare la domanda. L’ arretramento è stato dello 0,3% su novembre e del 2,6% annuo. Federdistrubuzione parla di «un comportamento di freno ai consumi, divenuto ormai consolidato». I conteggi dei consumatori non lasciano scampo: per Federconsumatori e Adsubef solo per i prodotti della tavola in media una famiglia ha diminuito la spesa di 309 euro. Il Codacons guardando prevede un altro anno debole sul fronte consumi, ipotizzando un -0,8% per il 2014. Non fa ben sperare il dato sulla fiducia dei consumatori a febbraio, di nuovo in calo. Bisogna però precisare che le interviste dell’ Istat si fermano alle prime due settimane del mese e quindi non possono tenere in considerazione tutti i cambiamenti avvenuti sullo scenario politico.

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