26 Febbraio 2014

La Procura rinuncia a sentire decine di testi

La Procura rinuncia a sentire decine di testi

Ma quante sono le inchieste aperte dopo il naufragio della Concordia? Quattro. Il primo fascicolo, quello principale che sta assorbendo le energie maggiori, è il 12/285, quello per il quale si sta processando Francesco Schettino e quello per il quale cinque posizioni sono state chiuse da altrettanti patteggiamenti (Ferrarini, Ambrosio, Coronica, Giampedroni, Rusli Bin). C’ è poi quello relativo al furto della campana di bordo, un gesto di grande clamore che fino a questo momento non avrebbe portato ad alcuna iscrizione nel registro degli indagati. Il terzo procedimento è quello relativo al danneggiamento dell’ ambiente in conseguenza della permanenza della nave sui fondali del Giglio. L’ ultimo in ordine di arrivo è quello per violazione dei sigilli e frode processuale che ha visto l’ iscrizione di Porcellacchia e Casella nel registro degli indagati. (p.s.) di Pierluigi Sposato wGROSSETO Se la proposta della Procura dovesse essere accolta, il processo Schettino potrebbe finire prima del previsto. Perché da via Monterosa è arrivata la richiesta di rinuncia a un nutrito numero di testimoni: 15 perché sovrabbondanti e ripeterebbero cose già dette nel corso di queste prime 25 udienze; 36 perché familiari di deceduti e acquisendo i verbali sugli ultimi momenti di vita dei congiunti «si eviterebbe loro un inutile strazio»; altri ancora perché soccorritori e sommozzatori che recuperarono le 32 vittime e si potrebbero recuperare le relative schede di intervento. Carico alleggerito. Dalle 50 alle 70 persone che alleggerirebbero e non di poco il dibattimento nei confronti del comandante. Almeno 10-15 udienze. Significherebbe che entro l’ estate l’ istruttoria potrebbe essere finita e che dopo l’ estate si aprirebbe la discussione finale, con arringhe e requisitorie. In mezzo ci vanno naturalmente messi i testimoni residui (anche quelli delle difese), la discussione delle perizie, l’ eventuale esame dell’ imputato. Moderno restituito alla normale attività teatrale entro Natale. Le rinunce. Adesso la parola passa alle difese. Il presidente Puliatti ha dato tempo fino alla prossima udienza per dare una risposta. Sono da esaminare le rinunce a Scarpato, Pascual, Guida, Carollo, Popa, Gennaro, Ruggeri, Parvu, Cinquini, Baffigi, Nazharova, Vaity, Caci, e infine Nanami e Shumsuke Kato (i 15 sovrabbondanti). E poi le parti devono dare o meno l’ assenso alle altre proposte. Testimoni sicuri. Il 10 marzo, alla ripresa del processo, ci saranno comunque Pierluigi Foschi e Giovanni Onorato, in qualità rispettivamente di presidente e direttore generale di Costa Crociere, entrambi chiamati a parlare della carriera di Schettino e della pratica degli inchini. Martedì 11 marzo toccherà invece a Manrico Giampedroni, l’ hotel director assente per l’ udienza di lunedì scorso, e il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin, per il quale servirà un interprete. Non sono previste riserve, ha detto il pm Pizza, «perché noi avremmo esaurito i testi, se le rinunce fossero accettate». Coronica convocata. L’ ufficiale di coperta era stata citata per lunedì scorso ma ha fatto informalmente sapere di volersi avvalere della facoltà di non rispondere, perché a suo tempo indagata. Il presidente Puliatti ha però fatto osservare che la facoltà deve essere fatta valere in aula, davanti al collegio, e ha disposto la citazione anche con l’ accompagnamento. Il pm Navarro ha spiegato che l’ ufficiale sarà citata ma più in là, anche perché la sua posizione potrebbe variare: è infatti indagata in uno dei rami del procedimento principale, quello per l’ inquinamento ambientale. Che secondo fonti difensive potrebbe portare a un’ archiviazione della 31enne triestina. L’ udienza di ieri. Velocissima l’ audizione di Lara Frosi, dipendente dell’ agenzia di viaggio con la quale Schettino aveva concordato il trasferimento da Fiumicino «di un’ amica che ci (o mi) ha fatto una sorpresa». Più lunga (poco meno di due ore) e articolata (e non poteva essere diversamente) la deposizione del tenente di vascello Stefano Carnevali, l’ esperto della capitaneria (adesso lavora all’ agenzia europea della sicurezza marittima, in Portogallo) che scrisse la “Inchiesta sommaria” nella quale sono dettagliate tutte le criticità di quella notte, dagli estranei in plancia alla preparazione insufficiente dell’ equipaggio (denunciata anche da Schettino), dai radar in avaria alle carte non adeguate, dall’ inutilità del Napa, dalla velocità non adeguata al ritardo dell’ abbandono nave. Rispondendo all’ avvocato Donato Laino, difensore dell’ imputato, ha tra l’ altro detto che comunque la sostituzione della vedetta (Rusli Bin era passato al timone) spettava all’ ufficiale di guardia e non a Schettino. Nave da fermare. Al pm Leopizzi, Carnevali ha detto che pur in presenza di tutte quelle criticità la nave poteva salpare da Civitavecchia. Ma alla domanda dell’ avvocato Lecci (Isola del Giglio) ha specificato che «la nave poteva essere fermata se si fosse saputo che l’ equipaggio non aveva la necessaria familiarizzazione». No alla sostituzione. Il collegio ha detto no alla richiesta Codacons di sostituzione dei periti delle centraline, Dalle Mese e Cantelli Forti: «non è stata svolta alcuna attività a insaputa delle parti, cui non devono essere fornite relazioni preliminari».

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