Vendite al dettaglio mai così male e la fiducia dei consumatori scende
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fonte:
- Milanofinanza.it
Nel 2013 le vendite al dettaglio in Italia sono crollate del 2,1% rispetto all’ anno precedente. Si tratta del calo annuo più forte di sempre, ovvero dal 1990 (inizio delle serie storiche comparabili). Il 2012 si era chiuso con un calo dell’ 1,7%. Il dato reso pubblico oggi dall’ Istat è una sintesi della flessione dell’ 1,1% per i prodotti alimentari e del 2,7% per i prodotti non alimentari. Per i prodotti alimentari si tratta del ribasso annuo più forte dal 2009. Nonostante il Natale, nel solo mese di dicembre le vendite al dettaglio sono scese su base annua del 2,6%, ha rilevato l’ Istat, sintesi di una diminuzione del 2,3% per le vendite di prodotti alimentari e del -2,7% per quelle di prodotti non alimentari. A dicembre, rispetto al mese precedente, l’ indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio è calato dello 0,3%. Mentre nella media del trimestre ottobre-dicembre, l’ indice ha registrato una flessione dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. I dati confermano quanto il Codacons va sostenendo ormai da tempo: il 2013 è stato senza ombra di dubbio l’ anno nero per vendite, commercio e consumi delle famiglie. “Tra il 2012 e il 2013 gli acquisti delle famiglie sono calati complessivamente del 5,8%, bruciando la bellezza di 40,8 miliardi di euro in due anni”, ha spiegato stamani il presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi. “Di fronte a questi dati il 2014 non farà registrare segni positivi e il calo dei consumi da parte delle famiglie si attesterà sul -0,8%”. Questi dati, ha concluso Rienzi, “dovrebbero far riflettere il nuovo governo Renzi sull’ esigenza assoluta e urgente di ridare potere d’ acquisto ai cittadini per far riprendere le vendite, aumentare i consumi e salvare migliaia di attività del commercio dal fallimento”. Anche perché la fiducia dei consumatori in Italia non sta affatto migliorando. Anzi, è scesa a febbraio a 97,5 da 98 di gennaio. Gli economisti si aspettavano un indice a 98,5. Tuttavia, di fronte a un calo del clima corrente da 99 a 96,7, è migliorato quello futuro passando da 97,6 a 98,8. Inoltre sono migliorati sia i giudizi sulla situazione economica, da -129 a -119, sia le previsioni, da -26 a -21. Sono diminuite le attese sulla disoccupazione da 67 a 64 e i giudizi sulla situazione economica della famiglia sono peggiorati da -59 a -65, mentre per le attese il saldo si attesta a -14, come nel mese precedente. Anche i giudizi sulla valutazione del bilanco familiare non sono cambiati rispetto a gennaio: il saldo è rimasto stabile a -18. Le opinioni sull’ opportunità attuale di risparmio sono scese da 132 a 113, mentre sono aumentate le opinioni favorevoli sulle possibilità future da -60 a -54. A questo punto, hanno avvertito Federconsumatori e Adusbef, in assenza di interventi mirati, la contrazione dei consumi proseguirà anche quest’ anno, con una flessione stimata dell’ 1,1%, pari a una minore spesa complessiva delle famiglie di 8,1 miliardi di euro. Se si allarga poi il panorama all’ ultimo triennio la diminuzione della spesa delle famiglie è pari a circa 65,7 miliardi.
francesca gerosa
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