22 Febbraio 2014

Inflazione al palo, ma la spesa rincara

Inflazione al palo, ma la spesa rincara

Prezzi ancora fermi a gennaio: niente si muove sotto l’ ombrello dell’ inflazione, con il tasso annuo che ormai da tre mesi ristagna sullo soglia dello 0,7%. Come al solito si conferma più alta l’ asticella sui prezzi degli acquisti quotidiani, visto che il carrello della spesa registra un rincaro dell’ 1,3%, quasi il doppio rispetto alla crescita dell’ indice generale. A misurare la temperatura dei prezzi è l’ Istat, che diffondendo i dati definitivi su gennaio conferma quanto già stimato. Serie storiche alla mano l’ ultimo tasso risulta ancora il più basso da oltre quattro anni, o meglio da novembre del 2009. Inevitabile il confronto con l’ inizio del 2013, quando, sempre a gennaio, il valore dell’ indice dei prezzi al consumo si attestava al 2,2%. Insomma nel giro di un anno l’ inflazione si è ridotta a un terzo. Tuttavia su base mensile qualcosa sembra risvegliarsi: la variazione congiunturale risulta positiva per la seconda volta. In frenata ma comunque più alto del tasso complessivo, risulta l’ indice «grocery», all’ 1,3%, che guarda esclusivamente ai prodotti che si possono comprare al supermercato, nella bottega sotto casa, e in genere in tutti i luoghi dove si fa la spesa giornaliera, che non solo comprende il cibo, ma anche i prodotti per le faccende domestiche, in primis i detersivi, e ancora tutto quello che serve per l’ igiene personale, compresi i prodotti di bellezza, come le diverse creme. Anche su base mensile l’ insieme delle compre giornaliere, per la prima volta sotto osservazione, sale (+0,3%), trainato probabilmente dal comparto alimentare, che avrebbe subito gli effetti del maltempo, come spiega Coldiretti parlando del +4,6% della verdura. L’ Istituto di statistica dà anche i dettagli sul territorio ed emerge che due città, Venezia e Livorno, sono piombate nella famigerata «deflazione» segnando tassi negativi (-0,2% per il capoluogo veneto e -0,3% per quello toscano). Sempre a gennaio i prezzi registrano una crescita zero sia a Palermo che a Verona. Tuttàaltra storia per Bolzano (+1,3%). Analizzando i diversi settori, Confcommercio punta il dito contro i servizi a regolamentazione locale, spesso «una spesa obbligata per le famiglie» cresciuti del 6% su base annua, spinti dagli aumenti della tariffa sui rifiuti (+14,7 rispetto a gennaio 2013), dell’ acqua (+5,6% tendenziale) e dei servizi di trasporto. Sulla stessa linea Confesercenti che fa notare come tra il 2007 e il 2012 i consumatori italiani, travolti dalla crisi, hanno speso complessivamente 47 miliardi in meno, ma non hanno potuto tagliare su tutto e per la sanità e le bollette si sono registrati dei rialzi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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