Ripetizioni, la sfida di Stefano «Faccio fatture, basta nero»
-
fonte:
- Corriere della Sera
Alla fine del mese consegnerà alle famiglie le sue prime fatture. Niente più conti delle ripetizioni su foglietti volanti. Niente più lavoro in nero. «Perché sarà anche una micro evasione, ma io a guadagnare soldi e non pagare le tasse ero a a disagio». Così Stefano Trancossi, bocconiano al terzo anno di Giurisprudenza e insegnante privato di tanti liceali, si è presentato all’ Agenzia delle entrate, si è messo in regola e adesso ha iniziato anche il passaparola ai colleghi. Come e perché aprire una partita Iva per dare lezioni private. «Premessa. In mezz’ ora allo sportello risolvi il problema – spiega -. Niente file, né pile di moduli da compilare. E, soprattutto, non è vero che finisce in tasse metà di quello che guadagni. Io quest’ anno potrei arrivare a prendere quattromila euro e verserò il cinque percento. Significa che con duecento euro sono a posto. E sereno. Prima non lo ero. Non mi piaceva l’ idea di essere un evasore, anche se piccolo». Stefano, maturità classica al Beccaria, ha cominciato a quindici anni a proporsi come aiuto per i compiti. Adesso ai liceali di diverse scuole, dal Volta al Leonardo, dà lezioni di tutto, da latino a filosofia, matematica, chimica. «Chiedo dai dieci ai venti euro all’ ora – dice -. In alcuni periodi dell’ anno riesco a guadagnare anche settecento euro al mese. Giusto pagare le tasse». «Credevo fosse tutto più complicato – racconta -. Invece quando ho dato l’ esame di diritto tributario mi sono informato e ho scoperto che potevo aprire la partita Iva con il “regime dei minimi” e poi versare i contributi». Cita il decreto legge, articolo e commi: «Chi ha meno di 35 anni e guadagna sotto i trentamila euro è esente da Iva, c’ è un’ unica imposta sostitutiva che è il 5 per cento. E la procedura è semplificata, non devi tenere scritture contabili, non devi tenere registro». Ci sarebbero anche i buoni lavoro dell’ Inps, venduti anche in tabaccheria, per pagare servizi come le lezioni private. «Non conosco nessuno che li usi, né che faccia fattura», dice Stefano. «Le ripetizioni si pagano in nero, nove volte su dieci. È un giro d’ affari da 850 milioni di euro», secondo l’ associazione di consumatori Codacons. E l’ istituto di ricerca Eures ha calcolato che in testa alla classifica degli evasori ci sono i professori. Non dichiara nulla l’ insegnante del liceo blasonato che per un’ ora di ripetizioni prende anche cinquanta euro. Non si pongono il problema gli universitari, che chiedono molto meno. «Non vengono certo a beccare me, dicono tutti. E anche le famiglie quando ci contattano per le ripetizioni danno per scontato che il lavoro sarà in nero. Mai un genitore che abbia anche soltanto sfiorato l’ argomento», dice Stefano. «Io da ora in avanti mi presenterò a fine mese con le fatture. E spero di non restare un’ eccezione». Federica Cavadini.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SCUOLA
