Due bimbi investiti in 3 giorni «In città limiti a 30 all’ ora»
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fonte:
- Libero
Sull’ obiettivo finale, che è quello di ridurre il numero di pedoni investiti dalle auto, nessuno ha niente da ridire. Ma la richiesta del Codacons di estendere il limite di 30 chilometri orari a tutte le città, facendo diventare regola quella che adesso è un’ eccezione, non è esattamente di quelle destinate a raccogliere unanimi consenti. Anzi. La posizione assunta dal presidente dell’ associazione, Marco Donzelli, il quale riferendosi agli episodi registrati a Milano e nell’ hinterland negli ultimi giorni ha detto che «di fronte a tragedie come queste i trenta all’ ora sono un dovere», ha scatenato la bagarre tra i consiglieri comunali di centrodestra. «Ciò che è accaduto in città in questi giorni è qualcosa che lascia sconvolti, ma il problema non è mettere la città a 30 all’ ora, ma dire ai vigili urbani che devono intervenire per fermare chi guida come un pazzo», ha tuonato Fabrizio De Pasquale, consigliere comunale di Forza Italia e componente della commissione mobilità di Palazzo Marino. «Che si tratti di persone che guidano in stato di ebbrezza o autisti di furgoni che guidano a una velocità folle in città, è evidente che il nocciolo della questione è che i controlli e la presenza dei vigili urbani non sono sufficienti». Di fronte a un quadro del genere, «imporre il limite di 30 chilometri orari non servirebbe a nulla. Perché comunque chi guida come un pazzo continuerebbe a farlo», ha proseguito De Pasquale. Ma che una misura del genere non sarebbe risolutiva è anche l’ opinione di Alessandro Morelli, capogruppo del Carroccio. «Quello che serve non sono limiti più bassi, ma un piano di sicurezza stradale molto chiaro», il suo commento. «Noi l’ abbiamo chiesto quando c’ era stato l’ investimento in via Famagosta, ma l’ amministrazione non ha ritenuto di farlo. Se qualcuno pensa che andare 30 all’ ora serva, allora andiamo tutti in monopattino». Perplesso anche Pietro Tatarella, consigliere di Forza Italia, pure lui componente della commissione mobilità: «A Milano il provvedimento delle zone 30 è stato molto di comunicazione e poco di sostanza, perché si è adottato dove è già impossibile andare oltre quella velocità. Più che sui limiti credo che si dovrebbe intervenire inasprendo le sanzioni per l’ uso del telefonino alla guida, che è aumentato in modo spropositato, con molti che lo usano non per telefonare, ma per guardare email e messaggini».
dino bondavalli
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