Il virus della campagna elettorale viaggia tra comitati e associazioni
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fonte:
- Gazzetta di Modena
La tragedia dell’ alluvione, l’ imminente campagna elettorale per l’ elezione dei sindaci, la naturale propensione all’ impegno sociale solitamente ristretta ad un novero limitato di persone, ma anche interessi economici o di bandiera, oltre ad una crescente diffidenza sulla capacità, onestà o rapidità delle pubbliche amministrazioni di risolvere i problemi. C’ è un po’ tutto questo dietro la proliferazione di comitati e associazioni che si concentrano da alcune settimane sui centri abitati più colpiti dalla rottura dell’ argine del Secchia. Per la verità con crescenti defezioni perchè – guardandosi in giro per l’ Italia – molti si sono convinti che i 200-400 milioni di danni potranno essere risarciti – salvo qualche rinvio di tasse o qualche eccezione – dalle assicurazioni (per chi le aveva) o da una artificiosa connessione tra i danni da alluvione e quelli del terremoto, al più da qualche iniziativa benefica. Il rischio insomma è di trovarsi davanti a “sacerdoti” della promessa impossibile, o interessata. Si parte – ma è facile – dal comitato “No tax area”, che nasce dall’ esperienza – senza speranze – che il centrodestra si è fatto nella Bassa più terremotata. E infatti arriva da Mirandola e Medolla l’ avvocato Aldrovandi, portavoce del comitato, consigliere comunale e candidata a sindaco per il centrodestra, oggi impegnata con Fratelli D’ Italia. Aldrovandi più volte ha inteso distinguere il suo impegno politico da quello sull’ alluvione, e le va riconosciuto, ma la matrice delle rivendicazioni viene da quell’ area. Con Aldrovandi ci sono anche il bastigliese Spica di Fratelli D’ Italia, già portavoce del centrodestra in paese, e Marco Nora di Sorbara, candidato nelle liste del centrodestra a Camposanto, e via discorrendo. Per imprecise che siano queste “etichette”, l’ area è quella. Con Alluvionatie Incazzati invece c’ è il Codacons di Fabio Galli, passato alla storia per il famoso “accordo del fazzoletto”, con il quale disattendeva le indicazioni, la fiducia (e le iscrizioni) dei cittadini di Rivara, accordandosi con il senatore Giovanardi sul deposito gas e per essere stato candidato alle elezioni per i “Consumatori”, nell’ area sempre attribuita al centrodestra. La campagna alluvionati del Codacons ha smosso anche l’ area politica avversa, quella nella quale può facilmente riconoscersi Federconsumatori, che infatti ha convocato sue riunioni proponendo sostegno legale in cambio di iscrizioni. Poi c’ è il fenomeno ArginiaMo: l’ ha partorito e accompagnato nei primi passi l’ avvocato Vicenzi, già segretario provinciale dell’ Udc e candidato a sindaco a Finale e, per quell’ area, in una lista civica nella sua Bomporto. Vicenzi, che ha voluto da subito respingere l’ accusa di politicizzazione del comitato, alla fine si è appoggiato al comitato “Sisma.12”. In un battibaleno gli esperti oratori dell’ associazione che opera da tempo sul fronte del terremoto gli hanno sfilato la scena, facendosi interpreti di un approccio che notoriamente è vicino all’ area della sinistra radicale. Restano, fatta la tara di altre realtà minori, gli Alluvionati Emilia Romagna dell’ avvocato Iasonni (con un lontano passato in area radicale) e di Manuela Gibertoni, per anni punto di riferimento tecnico dei Socialisti, ora più vicina agli imprenditori. Nello staff dei legali del comitato c’ è anche chi ha assistito i No Tav a Bergamo, ma la neutralità tecnica e apolitica resta comunque uno dei must di Alluvionati Emilia Romagna. Dall’ altra parte della barricata i sindaci, con il Pd che ha sacrificato all’ ondata delle polemiche il sindaco Fogli (qualcuno dei suoi si è pure vantato di essere “fuggito” in tempo dall’ alluvione), affiancandogli una sorta di commissario, Demos Malavasi. Forse perchè c’ era qualcun altro da salvare. Ma questa è tutta un’ altra storia. A. Setti e F. Dondi.
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