13 Febbraio 2014

Prescrizione Iorio torna in Consiglio

Prescrizione Iorio torna in Consiglio

CAMPOBASSO «Bain & Co», Michele Iorio torna in Consiglio regionale da cui era stato sospeso in virtù della legge Severino e del decreto Liste Pulite. La Cassazione ha accolto il suo ricorso e ha annullato per prescrizione le sentenze pronunciate dal Tribunale e dalla Corte d’ Appello di Campobasso che lo avevanpo condannato a 18 mesi per abuso d’ ufficio. Un’ udienza, quella di ieri, alla quale l’ ex governatore del Molise non ha assistito e in cui il procuratore generale della Cassazione Carlo Citterio aveva chiesto di considerare prescritti i reati commessi prima del 2005 e di rimandare a un’ altra Corte d’ Appello diversa da Campobasso, probabilmente Salerno, la ridefinizione della pena, di conseguenza ridotta. Il collegio della Suprema Corte, presieduto da Giovanni Conti, ha esaminato ieri la vicenda dopo che il 22 febbraio 2012, in primo grado, e il 18 aprile 2013 in appello, i giudici del Tribunale di Campobasso hanno riconosciuto Iorio colpevole di aver favorito, in virtù del suo ruolo di presidente della Regione, la «Bain&Co», la società nella quale lavorava il figlio Davide, per agevolarne la carriera. Una multinazionale alla quale, nel 2003 e nel 2004 (ma i compensi sono stati pagati negli anni successivi, da qui il dubbio sullaprescrizione dei reati), l’ esecutivo regionale da lui presieduto aveva affidato importanti consulenze, sulla progettazione dell’ autostrada Termoli-San Vittore e sulla riorganizzazione del sistema sanitario del Molise, per un totale di 110 mila euro. C’ è da dire che già durante il processo d’ appello il procuratore Antonio La Rana aveva chiesto la riduzione della condanna da un anno e sei mesi a un anno, perché a suo avviso il reato relativo alla prima delibera era da considerarsi prescritto. Ma il collegio presieduto da Rossana Iesulauro aveva deciso di confermare il verdetto di primo grado. L’ udienza è iniziata ieri mattina alle 10 ed è finita intorno alle 14, poi il collegio si è ritirato in camera diconsiglio. I legali di Iorio, il suo avvocato di fiducia Arturo Messere e Filippo Dinacci, quest’ ultimo noto per aver difeso anche Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso, hanno chiesto l’ annullamento delle sentenze di primo e secondo grado, perché il fatto non sussiste o, in subordine, perché è da considerarsi prescritto. L’ avvocato di parte civile Fabio Del Vecchio, in rappresentanza del Codacons, ha invece sollecitatola conferma della condanna di Iorio. Tutto il mondo politico molisano ha aspettato ieri notizie provenienti dalla capitale e dal Palazzaccio, anche per i risvolti politici della vicenda. Visto che, anche fuori da incarichi istituzionali, Iorio resta punto di riferimento di Forza Italia in Molise e per avere conferme sulla composizione definitiva del Consiglio regionale. Dalla scorsa primavera, con decreto dell’ ex premier Mario Monti, Michele Iorio è stato sospeso da consigliere regionale di minoranza, e il suo posto a Palazzo Moffa è stato assegnato al primo dei non eletti, l’ esponente di Progetto Molise Nico Romagnuolo, che ora deve uscire dal Consiglio regionale per far posto all’ ex presidente della Regione. Iorio è stato comunque condannato dall’ alta Corte al risarcimento dei danni nei condronti della parte civile, cioè il Codacons.
 

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