12 Febbraio 2014

«Un danno alla cultura e agli artisti onesti»

«Un danno alla cultura e agli artisti onesti»

PALERMO. «Non abbiamo una conoscenza ancora precisa degli atti dell’ inchiesta che riguarda i fatti avvenuti nel 2008 ma ci affidiamo al responso della magistratura affinché faccia chiarezza». Questa la risposta di Andrea Poli, segretario particolare dell’ assessore regionale al Turismo Michela Stancheris, commentando l’ inchiesta di ieri che ha coinvolto parecchie istituzioni teatrali che hanno continui rapporti con la Regione Siciliana. Dall’ assessorato soltanto la speranza che «fatti del genere non accadano più specie in un periodo di tagli e di crisi che non giovano allo sviluppo della cultura nell’ Isola». Dalla Stancheris, proprio nei mesi scorsi, l’ annuncio che per i nuovi finanziamenti la musica è cambiata: stop in futuro ai contributi a pioggia dalla Regione. Ad intervenire ieri sulla vicenda anche i parlamentari del M5S per i quali «l’ inchiesta continua ad evidenziare un sistema corrotto che si allontana da qualsiasi processo culturale: la giustizia deve fare il suo corso, ma l’ immagine di una Regione -bancomat, che traspare dalla prime notizie che trapelano e che ripercorre il cammino di tante altre truffe è inaccettabile e deve essere spazzata via al più presto». Lo affermano i parlamentari all’ Ars e i deputati palermitani alla Camera del Movimento 5 stelle sulle indagini sulla truffa degli spettacoli fantasma finanziati dalla Regione. «La cosa è ancora più indigesta se si pensa che la cultura, quella con la “C” maiuscola – aggiungono gli esponenti del M5s – boccheggia per mancanza di finanziamenti e rischia di vedere chiudere teatri storici e mandare per strada artisti e personale altamente qualificato». «È un danno materiale non da pocosottolinea Chiara Di Benedetto, componente della commissione Cultura della Camera – visto che si parla di cifre intorno ai 2,3 milioni di euro, ma quello morale a danno di tutti gli artisti siciliani onesti è forse ancora più grande». «La cultura, in Sicilia come in tutta Italia – osservano i deputati 5stelle – rappresenta una possibilità concreta di riscatto e il volano per una sana ripresa economica, un inestimabile tesoro da tutelare e incentivare piuttosto che da mortificare con miseri strumenti, quali fatture gonfiate quando non falsificate. Auspichiamo a questo punto – conclude la nota – che le indagini si intensifichino e vadano ben oltre agli spettacoli finanziati nel 2008». Sulla bufera giudiziaria che si è abbattuta su numerose associazioni culturali dell’ Isola interviene anche il Codacons: «Gli scandali dei soldi pubbliciin Sicilia sembrano non avere fine. Dopo la vicenda dei corsi diformazione e quella dell’ Ars, arriva ora la truffa dei fintispettacoli, che ha prodotto un danno alla collettività pari a 2,3 milioni di euro». Per il Codacons «mentre i siciliani fanno la fame e siimpoveriscono ogni giorno che passa, alcuni furbetti si arricchiscono alle loro spalle, intascando soldi pubblici sottratti alle tasche della collettività». «In attesa degli esiti della vicenda – continua il Codacons – nel caso in cui le irregolarità dovessero essere accertate in tribunale, chi ha ricevuto finanziamenti senza averne alcun titolo sarà chiamato arestituire il maltolto ai cittadini». Il Codacons invita «le autorità competenti ad estendere le indagini, allargandole a tutti quegli enti e associazioni che nel corso degli ultimi anni hanno ricevuto fondi pubblici. Siamo certi che verranno alla luce altre irregolarità a danno dei siciliani». Molti degli indagati, per lo più i gestori di piccoli teatri, sperano di fare presto chiarezza sul mancato versamento dei contributi, perché il rischio, visto il periodo di forte crisi economica, sarebbe quello di chiudere per sempre i battenti.

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