Alluvione, i comitati scendono in piazza: «Serve un protocollo per le emergenze»
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- La Nuova Prima Pagina
C’ è il caso di un negoziante che vorrebbe ripartire, ma essendo solo l’ af fittuario dell’ attività deve aspettare che sia il proprietario a sbrigare tutte le pratiche. Proprietario che però ha una priorità – sistemare prima la casa – con la conseguenza che il dipendente non può lavorare. Ma di casi ce ne sono tanti altri: storie di cittadini che, superata la fase dell’ acqua e del fango, ora vorrebbero ripartire, ma sono disorientati e non sanno come far valere i loro diritti. Si sono incontrati ieri mattina, alla ‘B astia’ di Bastiglia, dove il comitato ‘Alluvionati e incazzati’ e il Codacons hanno fatto il punto della situazione per i cittadini colpiti dall’ alluvione del 19 gennaio. Durante l’ incontro, sono state raccolte 126 nuove adesioni (che si aggiungono alle 150 già raccolte) in vista delle azioni legali promosse dal Codacons. Ma l’ idea è soprattutto quella di chiedere una sorta di protocollo che permetta ai cittadini colpiti da calamità naturali di sapere sin da su bito come muoversi, evitando le situazioni di disorientamento a cui ci troviamo davanti in questi giorni: «Il problema – spiega vere la nascita di una carta dei il vicepresidente regionale del Codacons Fabio Galli – è che anche in questa situazione sembra che siano caduti tutti ‘dal pero’… per questo, la nostra intenzione è quella di promuodiritti che dia una serie di indicazioni in casi come questo. Penso a qualcosa di simile al codice del consumatore, arrivato nel 2005 dopo anni di attesa: se ci fosse un protocollo che indica cosa bisogna fare e a chi rivolgersi in questi casi, forse non ci troveremmo tutte le volte in una situazione in cui tutto sembra una novità, con i cittadini che non sanno cosa fare e dove andare». L’ idea di Codacons e comitato è quella di promuovere la nascita del protocollo con una grande manifestazione di piazza: «Dobbiamo ancora decidere giorno e luogo – spiega ancora Galli – ma senza dubbio sarebbe un modo per farsi ascoltare». Qualcuno ha ipotizzato di scendere in piazza a Roma, ma l’ ipotesi principale sembra quella di manifestare sul territorio, forse davanti alla Regione a Bologna. «La manifestazione – riprende il vicepresidente del Condaconspotrebbe anche essere una bella occasione per unire i diversi comitati che stanno nascendo attorno all’ alluvione. Posto che il Codacons è un’ associazione ‘a par te’, credo che se i diversi comitati si unissero, pur mantenendo le singole specificità e i relativi rappresentanti, sarebbero più forti e riuscirebbero a far valere con più decisione i diritti dei cittadini colpiti dall’ a lluvione del 19 gennaio. Insomma, più sono e più fanno paura…».
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