Prezzi, il paniere è più tecnologico con sigarette e giornali elettronici
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fonte:
- la Repubblica
LUISA GRION ROMA – La spesa si fa di corsa, fumando una sigaretta elettronica, dopo aver letto i giornali sul tablet. Yogurt probiotici, formaggio grattugiato in busta, cialde o capsule per la macchina del caffè e via. Parcheggiata l’ auto in un «lunga sosta» deve scapparci pure il tempo di vaccinare il cane, di comperare le scarpe da ginnastica ai bimbi e di consegnare il sacchetto biodegradabile dell’«umido». Il tutto indossando un comodo vestitino, perché il vecchio tailleur anni Ottanta (gonna, possibilmente mini, e giacca) è finito definitivamente in soffitta: simbolo di un rampantismo che ormai nessuno ricorda più. Ecco lo stile di vita e d’ acquisti targato 2014, così come lo vede l’ Istat che ogni anno – a febbraio – rinnova il paniere, ovvero la lista dei prodotti da tenere sotto controllo per calcolare il tasso l’ inflazione. Un elenco che quest’ anno privilegia la tecnologia e il «pronto all’ uso», e che assegna pesi diversi alle diverse voci di spesa. Entra il quotidiano digitale, esce la riparazione dell’ apparecchio audiovisivo e informatico. Perché se il computer è rotto si butta, di ripararlo non vale più la pena. Nelle new entry trovano posto abitudini ormai consolidate, come l’ acquisto delle cialde e della macchinetta per il caffè, dello spazzolino elettronico, del pneumatico termico e delle e-sigarette. Al posto dello yogurt biologico, arriva quello probiotico, al posto del tailleur da donna, il vestitino. Visto che cani e gatti prendono il posto dei figli, ecco che il paniere fa sua la vaccinazione degli animali domestici (anche il test di gravidanza però). In realtà viene dato più peso alla voce alimentari e meno agli acquisti per l’ abbigliamento e ai trasporti. Adusbef e Federconsumatori e Codacons sono perplessi a riguardo: «Troppo alto quello assegnato alla tecnologia: i prezzi sono in calo e falseranno il risultato finale». Obiettivo del ritocco resta comunque quello di meglio definire l’ inflazione: in Italia le stime per gennaio la danno allo 0,7 per cento, come già a dicembre; sale all’ 1,1 nel carrello della spesa (l’ insieme delle voci ad acquisto più frequente). Ma se il risultato italiano alimenta rischi di deflazione, a livello Ocse il costo della vita sale all’ 1,6 per cento. L’ inflazione si è impennata in Canada (dallo 0,9 all’ 1,2) e Usa (dall’ 1,2 all’ 1,5), infine nel Regno unito ( 2,1). © RIPRODUZIONE RISERVATA I consumatori critici: troppo peso viene attribuito ai prodotti hi-tech, valori falsati.
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