Imposte arretrate sulle affissioni Scattano multe salate
-
fonte:
- Il Centro
di Giuseppina Gherardi wFRANCAVILLA Il Codacons contesta le pesanti sanzioni (pari a circa il 200 per cento dell’ imposta comunale sulla pubblicità, Icp) applicate dalla Risco ai commercianti che negli anni passati non hanno corrisposto la tassa sulle insegne dei negozi. Le multe elevate dall’ amministrazione comunale a una buona metà degli operatori commerciali continuano a suscitare proteste. «L’ ondata di avvisi di accertamento che la Risco ha fatto pervenire a numerosissime attività, impone un’ operazione di chiarezza in merito ai presupposti necessari per l’ applicazione dell’ imposta «rileva il vice coordinatore regionale del Codacons Abruzzo, Vittorio Ruggieri, secondo il quale ci sono norme precise (come l’ articolo 10 della legge finanziaria per il 2002, poi modificato dall’ articolo 1, comma 311, della legge 27 dicembre 2006, numero 296), «che hanno esteso l’ esenzione dall’ Icp alle insegne di esercizio di attività commerciali e di produzione di beni o servizi, di superficie complessiva fino a cinque metri quadrati. É poi facoltà dei Comuni estendere l’ esenzione alle insegne di superficie superiore. Il legislatore ha inoltre precisato che, per insegne, si intendono quei messaggi commerciali che si limitano a contraddistinguere la sede ove si svolge l’ attività». Nei casi di omessa denuncia, «il comma 4 dell’ articolo 8 del decreto legislativo 507/93 chiarisce che la pubblicità si intende effettuata dal 1 gennaio dell’ anno in cui viene accertata», quindi non può essere riferita a annualità precedenti. «Lo statuto del contribuente (legge 212/2000) tutela l’ affidamento e la buona fede (articolo 10), precisando che non possono essere irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori, qualora il comportamento del contribuente sia dipeso da omissioni della concessionaria» aggiunge Ruggieri. «Questo significa che un comportamento corretto della società di riscossione avrebbe dovuto portare a richiedere la sola tassa del 2013, correttamente conteggiata tenendo conto anche delle esenzioni, senza né sanzioni, né interessi». A fronte del fatto che a Francavilla «le attività di commercio all’ ingrosso e al dettaglio, dal 31 dicembre 2012 al 30 giugno 2013, sono scese da 757 a 726 (fonte Infocamere), perseverare nella politica della tassazione in una situazione di profonda recessione economica come quella che stiamo vivendo è davvero follia. L’ anno prossimo la Iuc (imposta unica comunale) rischia di avere un effetto devastante sulle attività economiche» incalza Ruggieri, che poi conclude, invitando il Comune «ad aprire un tavolo di concertazione con le associazioni di categoria al fine di predisporre tariffe più eque». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: commercianti, icp, imposta, pubblicità, Risco, tassa, Vittorio Ruggieri
