“Facciamo intervenire l’ Esercito”
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fonte:
- La Stampa
Proposta del Codacons per accelerare la rimozione dell’ intercity deragliato ad andora.
La frana «tiene» nonostante le piogge che da mercoledì hanno ripreso a flagellare la Riviera. «La frana non si muove per adesso, nonostante la pioggia, ma sono preoccupato perché le previsioni parlano di un aumento delle precipitazioni. Un ulteriore apporto di acqua può appesantire il terreno che se scivolasse finirebbe di appoggiarsi al treno con il rischio di far finire in mare il convoglio», dice Franco Floris, sindaco di Andora, con una voce sempre più stanca dopo due settimane di tensione e lavoro per fronteggiare una emergenza che sembra non finire mai.I tecnici stanno controllando l’ area con una apposita strumentazione per dare il nulla osta per poter poi procedere alla rimozione di frana e treno. I consulenti della Procura, anche loro da giorni impegnati nei sopralluoghi per dare le risposte alle domande chieste dai giudici hanno dovuto smettere di lavorare per il maltempo. L’ area resta sotto sequestro e i lavori di bonifica ancora rimandati.«Eravamo pronti per compiere i rilievi – ha detto il procuratore di Savona Francantonio Granero – ma la pioggia ce lo ha impedito», lasciando intendere che una volta terminate le perizie la zona potrebbe essere dissequestrata permettendo la messa in sicurezza della frana.Sul caso ha preso posizione anche il Codacons: «E’ intollerabile che il treno deragliato lo scorso 17 gennaio tra Andora e Cervo non sia stato ancora rimosso. La nostra associazione presenterà oggi stesso un esposto alla Procura della Repubblica di Savona affinché sia fatta chiarezza sulla mancata rimozione dei vagoni. La permanenza del treno sulla tratta ferroviaria sta provocando immensi disagi a cittadini, imprese e attività commerciali, bloccando la circolazione dei convogli sulla linea Genova-Ventimiglia». Ma il Codacons va oltre e chiede «l’ intervento dell’ Esercito Italiano». «Se non si riesce a spostare il convoglio e ripristinare la circolazione seguendo la procedura ordinaria, intervenga l’ Esercito con i suoi mezzi – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Non è possibile infatti costringere cittadini a pendolari a disagi enormi e tempi lunghissimi per gli spostamenti, né continuare ad arrecare danno economico ad imprese e attività commerciali che vedono merci e approvvigionamenti bloccati».
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