31 Gennaio 2014

Sogip, due bollette per quasi 6mila euro

Sogip, due bollette per quasi 6mila euro

Sono bollette idriche a prova di coronarie quelle che la Sogip ha recapitato nei giorni scorsi ad alcuni utenti acesi. Cartelle di pagamento da migliaia di euro giunte a conguaglio e relative a piccole utenze che, solitamente, consumano in media acqua per appena poche decine di euro al mese. I casi più eclatanti sono stati segnalati da due cittadini (uno di questi invalido all’ 80%) residenti tra Santa Maria delle Grazie e Capomulini, che hanno letteralmente sgranato gli occhi quando si son visti notificare fatture relative al periodo ottobre/dicembre 2013 recanti la cifra di 5.788 euro. Un importo enorme e sproporzionato, soprattutto se confrontato appunto ai pagamenti compiuti dagli stessi utenti per precedenti bollette. E a quanto pare, quelli segnalati non sarebbero affatto casi isolati; recatisi negli uffici Sogip di via S. Francesco di Paola per presentare reclamo, i destinatari delle salatissime bollette hanno potuto infatti constatare l’ esistenza di altri episodi analoghi. Errori nella bollettazione o contatori impazziti? L’ anomalia appare al momento davvero inspiegabile visto che, anche a seguito di accertamenti compiuti dai diretti interessati e dai tecnici della municipalizzata acese, nelle utenze in questione non sono state riscontrate anomalie di nessun genere dell’ impianto, né particolari perdite di acqua. Non ritenendo soddisfacenti le spiegazioni ricevute dalla Sogip, che ha potuto proporre soltanto una rateizzazione pluriennale della cifra, gli utenti hanno intanto deciso di affidare la pratica a un legale di fiducia e di interessare del caso anche l’ associazione dei consumatori Codacons, non escludendo la possibilità di avanzare inoltre richiesta di risarcimento per danni morali subiti. La Sogip ha replicato tramite il direttore, Salvatore Messina, che in una nota ha precisato: «Chi non ritiene di aver effettuato il consumo d’ acqua da cui scaturisce la cifra in bolletta, può chiedere la verifica del contatore che è l’ unico strumento che fa fede, perché è sulla scorta delle misure che dà il contatore che noi andiamo ad emettere la bolletta di pagamento. Non possiamo basarci, nell’ emettere le fatture, sulle dichiarazioni che fanno gli utenti, dobbiamo attenerci a quello che segna il contatore». «Al limite – precisa ancora meglio Messina – se c’ è una contestazione su un presunto non consumo di acqua, la Sogip, attraverso il suo staff tecnico, effettua una verifica della funzionalità del contatore, ma se la verifica ci dice che il contatore è perfettamente funzionante, le cause del consumo vanno ricercate altrove (una vaschetta che perde, un tubo rotto, etc.), e noi non possiamo fare altro. Qualsiasi utente – conclude Messina – ha comunque la facoltà di far valere i propri diritti come e quando vuole».
 

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