28 Gennaio 2014

Mastrapasqua: «Non mi dimetto» Ora indaga la Corte dei Conti

Mastrapasqua: «Non mi dimetto» Ora indaga la Corte dei Conti

Olivia Posani ROMA MASSIMA fretta, ma nessun colpo di scena nelle prossime ore nella vicenda Mastrapasqua. Il presidente dell’ Inps, su cui la procura di Roma ha predisposto ulteriori accertamenti per il presunto giro di cartelle cliniche truccate e fatture gonfiate, respinge ogni addebito e pertanto non ha alcuna intenzione di dimettersi. D’ altra parte Enrico Letta ha ribadito ieri al ministro del Lavoro Giovannini che vuole avere al più presto un quadro esatto della situazione, ma non si muoverà sull’ onda dell’ impulso. Prima di prendere una decisione, pretende chiarezza e dati di fatto. Insomma, ci vorrà ancora qualche giorno. IL PREMIER ha incontrato a lungo ieri il ministro del Welfare con cui ha parlato anche del vertice di Bruxelles di domani, tutto dedicato al delicatissimo tema lavoro. A Giovannini, Letta ha chiesto una relazione su «tutti i profili del caso». A Palazzo Chigi interessa «l’ opportunità degli incarichi» ricoperti al manager pubblico, a prescindere dai rilievi giuridici e penali: Procura e Corte dei Conti stanno valutando una presunta truffa e un eventuale danno erariale per i 14 milioni di rimborsi ottenuti dall’ Ospedale Israelitico di Roma, di cui Mastrapasqua è direttore generale, e 71 milioni per prestazioni non previste dal protocollo stipulato con la Regione Lazio. In altre parole, anche se non ci fossero conseguenze giuridiche, Mastrapasqua potrebbe essere sollevato dai suoi incarichi se emergesse un potenziale conflitto di interesse tra i vari ruoli svolti. «Saremo molto rigorosi», spiegano nel governo. «Stiamo aspettando le analisi», ricorda il titolare dell’ Economia, Saccomanni. Di fatto già circola il nome del possibile sostituto di Mastrapasqua, è quello di Tiziano Treu, giuslavorista ed ex ministro del Lavoro. A CHIEDERE le dimissioni del presidente dell’ Inps sono i sindacati e le associazioni dei consumatori. «Non ci può essere alcuna ombra – sottolinea il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica – Il governo deve operare per la piena trasparenza nell’ affidamento di alti incarichi pubblici e dire finalmente basta a quelli multipli». Da tempo, ricorda Maurizio Petriccioli, «la Cisl denuncia la necessità di riformare la governace dell’ Inps». Governo e Parlamento, insiste la Uil, «devono varare subito la riforma». Il Codacons, che ha deciso di costituirsi parte offesa nell’ inchiesta, sta studiando «possibili azioni risarcitorie». Daniele Capezzone (FI) esorta invece il governo a «essere prudente e cauto e a non emettere verdetti prima che l’ accertamento dei fatti sia giunto a compimento».

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