Si moltiplicano i comitati per avere giustizia. La proposta: gruppi di acquisto solidale
-
fonte:
- Il Resto del Carlino
di SILVIA SARACINO PROLIFERANO i comitati di cittadini alluvionati, lanciati sul social network Facebook. I due gruppi principali sono ?Alluvionati e incazzati’, gruppo nato spostanteamente tra Bastiglia e Bomporto e che vede come portavoce Lisa Secchia, e il Comitato alluvionati, composto per ora da un centinaio di cittadini (tra cui la portavoce Manuela Gibertoni) che hanno dato il mandato all’ avvocato Massimo Jasonni per cercare le responsabilità della rottura dell’ argine e partecipare ad una eventuale azione legale. Jasonni sta costituendo un pool di esperti di cui fanno parte già gli avvocati Barbara Tassi, Simona della Casa e Vittorio Lugli. Oltre a questi si è aperta su Facebook la pagina ?Stato di calamità e no tax area per l’ Emilia alluvionata’, che si affianca al comitato degli ?alluvionati e incazzati’. Questi ultimi hanno organizzato un incontro pubblico giovedì sera a Bastiglia, alle 20 al Borgo della Bastia: gli organizzatori puntano in alto, hanno invitato i responsabili di Aipo e il presidente della Regione Errani, oltre al sindaco di Bastiglia Sandro Fogli. C’ è tanta rabbia e paura che tutto finisca nel dimenticatoio e i risarcimenti per i danni subiti non arrivino. Alcuni cittadini stanno anche provando ad organizzarsi in un gruppo di acquisto solidale per comprare elettrodomestici: se i cosiddetti ?gas’ funzionano per frutta e verdura potrebbero funzionare anche per lavatrici e televisori. Qualcuno ha contattato il Codacons per avere informazioni sulla possibilità di realizzare un gruppo d’ acquisto, ma il presidente Fabio Galli frena gli entusiasmi. «CAPISCO che c’ è l’ urgenza di dover ricomprare alcune cose, ma abbiamo bisogno di qualche giorno per ponderare le iniziative ed evitare che le persone facciano accordi commerciali dannosi» spiega il presidente provinciale Fabio Galli. Tutti si mobilitano sotto insegne di piccoli comitati, virtuali e non, che nascono spinti da uno slogan: chi è responsabile di quello che è accaduto deve pagare. A differenza del terremoto di due anni fa, una calamità naturale vera e propria, l’ alluvione del 19 gennaio è la conseguenza della rottura dell’ argine, non di piogge abbondanti che hanno fatto esondare il Secchia. «Quell’ argine non si doveva rompere» ha detto chiaramente la presidente di Federconsumatori Modena Renza Barani. Il Codacons cercherà nei prossimi giorni di organizzare i vari comitati. «Organizzeremo un incontro pubblico con tutti i comitati che si sono costituiti tra i cittadini, per valutare assieme una azione collettiva – spiega Galli – il comitato singolo non perderà la sua identità, ma dobbiamo stare uniti per valutare insieme tutti gli aspetti di questa vicenda».
silvia saracino
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: alluvionati, alluvione, Fabio Galli
