28 Gennaio 2014

FonSai, 1.500 soci saranno parte civile

FonSai, 1.500 soci saranno parte civile

Filomena Greco TORINO Settimana cruciale per i procedimenti in corso a Torino a carico di Fonsai, della famiglia Ligresti e degli ex top manager della compagnia assicurativa. Ieri, l’ udienza preliminare del processo con rito ordinario a carico di Paolo Ligresti e di altre otto persone, tra sindaci, revisori e attuari, tutti responsabili, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Torino, di aver avvallato un bilancio, quello del 2010, “taroccato”. In fase di apertura sono circa 1.500 i piccoli soci che attraverso le numerose organizzazioni di consumatori hanno chiesto di costituirsi parte civile, portando così a quota 3mila il numero complessivo di parti lese, considerando anche quelle che si sono presentate nel processo, con rito immediato, cominciato a dicembre, a carivo di Salvatore Ligresti e degli ex top manager. Il gup Paola Boemio dovrà decidere nelle prossime udienze in programma da qui al 21 febbraio sul rinvio a giudizio richiesto dal procuratore aggiunto Vittorio Nessi e dal pm Marco Gianoglio per i nove: accanto a Paolo Ligresti, Pier Giorgio Bedogni, dirigente preposto alla redazione dei documenti societari, gli ex sindaci Benito Giovanni Marino, Marco Spadacini e Antonio D’ Ambrosio, gli attuari Fulvio Gismondi, dipendente della società, Riccardo Ottaviani e Ambrogio Virgilio della Reconta Ernst & Young, per i reati di falso in bilancio e manipolazione di mercato (contestato a Ligresti, Bedogni e Gismondi). Accanto a loro, la stessa Fonsai, incolpata in base alle norme sulla responsabilità amministrativa degli enti, che però in questo procedimento, come UnipolSai, ha anche chiesto la costituzione di parte civile. «La società – chiarisce l’ avvocato Ermenegildo Costabile – è chiamata in causa anche come responsabile civile, accanto a Reconta, in questo procedimento ma anche nel processo con rito immediato». Quest’ ultimo filone riprenderà il 30 gennaio con il Tribunale che dotrebbe decidere della questione di competenza territoriale. In soldoni, si chiarirà se il processo resta a Torino o si sposta a Milano o Firenze, come chiesto dai difensori degli imputati. Mentre resta sospeso il tema dell’ eventuale riunificazione dei due processi in aula, almeno fino al rinvio a giudizio dei nove imputati del procedimento ordinario. Oggi, poi, è in programma l’ udienza in camera di consiglio per decidere del patteggiamento di Jonella Ligresti ad una pena di tre anni e quattro mesi, come stabilito dalla Procura. Il giudice Recchione, in particolare, dovrà esprimersi su due questioni sollevate da Codacons e Movimento Consumatori: «La prima – spiega Corrado Pinna, legale del Movimento – è se le parti offese potranno “pesare” sulla valutazione che il giudice farà relativamente alla pena, alla luce della normativa comunitaria, a fronte di nessun risarcimento; inoltre deciderà se le parti civili potranno costituirsi e chiedere la copertura delle spese legali». Un passaggio delicato, come sottolinea Lucio Lucia, difensore di Jonella Ligresti, «che sarebbe in contrasto con quanto ribadito dalla Cassazione». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
filomena greco

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